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Tra deepfake e chatbot, in Brasile è allarme per l’influenza dell’AI sulle prossime elezioni presidenziali

Tra deepfake e chatbot, in Brasile è allarme per l’influenza dell’AI sulle prossime elezioni presidenziali

L’AI sarà un fattore nelle prossime elezioni presidenziali del Brasile, come hanno sottolineato a più riprese esperti e analisti.

Ad ottobre in Brasile si terranno le elezioni presidenziali, con l’AI che rischia di essere un fattore determinante, tra deepfake e chatboat. L’intelligenza artificiale, quanto se non di più le agende politiche in sé, sarà dunque fondamentale nell’aggregare i voti. Lo si è visto a fine luglio. Protagonista, l’ex Presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in carica dal 2019 al 2023, attualmente agli arresti domiciliari “per aver complottato contro la democrazia“.

Bolsonaro ha infatti sostenuto direttamente suo figlio Flavio, candidato della destra nazional-conservatrice, apparendo pubblicamente in video durante il lancio della campagna presidenziale. O meglio non era in realtà proprio lui, bensì un avatar generato con l’AI. L’avatar, presentato apertamente come una creazione dell’AI, ha pronunciato un discorso ai sostenitori presenti.

I contenuti generati dall’AI stanno invadendo le reti sociali degli elettori. Chatbot sempre più disinvolti mettono alla prova la capacità dei regolatori di contrastare la disinformazione. Con il primo turno previsto per il 4 ottobre, il Tribunale superiore elettorale brasiliano (TSE) sta valutando se stabilire nuove restrizioni sull’utilizzo di contenuti generati o modificati dall’intelligenza artificiale in ambito elettorale.

L’AI è già protagonista della campagna

Il caso Bolsonaro, sottolinea la Reuters, ha sollevato interrogativi. Non solo, ha infatti anche evidenziato le difficoltà che il TSE deve affrontare per impedire che la nuova tecnologia possa compromettere l’integrità del processo democratico.

L’AI è sempre più centrale nella campagna digitale. Secondo l’Instituto Democracia em Xeque – nell’arco di 15 giorni – politici vicini ai due candidati in testa ai sondaggi, Flávio Bolsonaro e l’attuale Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, hanno pubblicato centinaia di contenuti sui social. E soltanto quelli “formalmente contrassegnati come generati dall’AI“.

Per le elezioni di quest’anno, il TSE ha introdotto un sistema di restrizioni più ampio sull’utilizzo di questa tecnologia. Tra le misure figurano:

  • l’obbligo di indicare chiaramente i contenuti generati dall’AI.
  • Il divieto di deepfake.
  • Il divieto per i sistemi automatizzati di raccomandare candidati.

È inoltre prevista prevista una vera e propria chiusura sulla pubblicazione o sulla promozione a pagamento di nuovi contenuti generati dall’AI nelle fasi immediatamente precedenti e successive al voto. La decisione attesa dal TSE dovrebbe contribuire anche a definire in modo più preciso che cosa debba essere considerato un deepfake in ambito elettorale.

Perché il vero rischio sono i deepfake

Per le autorità elettorali, il problema centrale è quello dei deepfake. Proprio per la loro capacità di rappresentare in maniera convincente eventi che non sono mai avvenuti, con il loro relativo impiego.

I numeri hanno mostrato la portata di un fenomeno ben present. Secondo i dati del tribunale elettorale, nei primi 11 giorni della campagna il TSE aveva già ricevuto 19 casi relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Verso le elezioni, dunque, esperti e autorità dovranno certamente fare i conti con l’impiego di questa tecnologia, con i suoi effetti diretti.

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