Pubblicata una vasta mole di dati relativi ai contratti del Dipartimento per la Sicurezza Interna e dell’ICE.
Un collettivo di cyber hacktivisti, noto come “Department of Peace”, avrebbe colpito i server del Dipartimento della Sicurezza Interna Usa (DHS). Online sono finiti numerosi documenti.
La scorsa domenica, il collettivo no-profit per la trasparenza Distributed Denial of Secrets (DDoSecrets) ha diffuso una vasta quantità di dati relativi a contratti tra il DHS, l’ICE e oltre 6mila aziende.
Tra queste figurano importanti appaltatori della Difesa Usa come Anduril Industries, L3Harris Technologies e Raytheon Technologies. Presenti, inoltre, fornitore di sistemi di sorveglianza Palantir Technologies e colossi tecnologici come Microsoft e Oracle Corporation.
La provenienza dei dati
Secondo la versione degli hacktivisti, i dati proverrebbero dall’Office of Industry Partnership, un’unità interna al DHS che si occupa di acquisire tecnologie dal settore privato.
In un documento pubblicato insieme ai file sottratti, il “Department of Peace” ha spiegato le proprie motivazioni. In particolare, ha fatto riferimento all’uccisione di due manifestanti pacifici, cittadini statunitensi, Alex Pretti e Renée Good, avvenuta all’inizio dell’anno a Minneapolis per mano di agenti federali.
“Sto pubblicando questi dati perché il DHS ci sta uccidendo e le persone hanno il diritto di sapere quali aziende li supportano e su cosa stanno lavorando”, hanno scritto gli hacker attivisti.
Big Tech e critiche all’ICE
Dall’inizio dell’Amministrazione di Donald Trump, le attività del DHS e degli agenti federali dell’ICE contro l’immigrazione hanno sfruttato sempre di più l’AI, la profilazione di massa e l’impiego di dati.
La campagna di espulsioni avrebbe ricevuto un supporto su larga scala da diverse aziende tecnologiche. Palantir Technologies, su tutte, sarebbe indicata come uno degli attori principali nello sviluppo di strumenti per l’analisi dei dati e il tracciamento.
I contratti più rilevanti
Il database pubblicato mostra i nomi degli appaltatori, gli importi ricevuti e informazioni di contatto come nomi completi, indirizzi email e numeri di telefono. In termini di “valore“, tra i contratti più consistenti figurano:
- 70 milioni di dollari a Cyber Apex Solutions.
- 59 milioni di dollari a Science Applications International Corporation (SAIC), fornitore di servizi AI per le agenzie governative.
- 29 milioni di dollari a Underwriters Laboratories.
Le aziende coinvolte non hanno rilasciato commenti ma l’episodio ha riacceso il dibattito sul rapporto tra Governo federale, industria tecnologica e trasparenza. Il tutto, in un contesto già segnato dai dibattiti sulla privacy, da forti tensioni politiche e sociali negli Usa.
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L'articolo Usa, violati i server del Dipartimento della Sicurezza Interna. La rivendicazione del collettivo cyber “Department of Peace” sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
