Al Question time al Senato il ministro della Difesa accelera sull’attuazione della Strategia: comitato ordinatore, piano vincolante e progetti pilota già avviati.
“Il laboratorio di intelligenza artificiale per la difesa dovrà entrare in funzione entro la fine del 2026. Non sarà una struttura solo di studio e indirizzo, ma una piattaforma operativa permanente per sperimentare, integrare e portare a scala le applicazioni più rilevanti per la difesa”.
Lo ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto oggi, 9 aprile, al Question time al Senato della Repubblica, delineando la fase operativa della Strategia sull’intelligenza artificiale.
Il passaggio è rilevante perché segna il superamento della fase programmatica: l’obiettivo è costruire un’infrastruttura concreta, capace di sviluppare e integrare soluzioni AI direttamente nei processi della difesa.
Fattori abilitanti e priorità 2026
“Per assicurare la piena e rapida attuazione della strategia sull’intelligenza artificiale ho disposto l’istituzione di un comitato ordinatore con un mandato molto chiaro: trasformare gli indirizzi strategici del Ministro in decisioni operative, coordinare l’esecuzione e verificare puntualmente l’avanzamento”, ha annunciato il ministro. “Il comitato ha già iniziato a lavorare sulla valutazione del piano attuativo, che è il passaggio decisivo per allineare priorità, iniziative e responsabilità in materia di intelligenza artificiale in tutti gli ambiti della difesa italiana”.
Il focus, almeno nella prima fase, è sui fattori abilitanti. Capacità di calcolo, gestione e qualità dei dati, competenze del personale. Tutti elementi senza i quali, ha sottolineato Crosetto, nessuna strategia può produrre effetti concreti.
“Con riferimento al 2026, l’azione si concentrerà fin da subito sui fattori abilitanti senza i quali nessuna strategia sull’intelligenza artificiale potrà produrre alcun effetto: infrastrutture digitali di calcolo, valorizzazione e qualità del dato, rafforzamento delle competenze del personale”.
Progetti pilota e applicazioni operative
“Questa fase serve a mettere immediatamente a sistema ciò che è già esistente, accelerare i processi decisionali e creare le condizioni per una realizzazione ordinata e rapida degli interventi prioritari. Su questa base il comitato procederà alla valutazione preliminare e alla definizione del progetto di costituzione del laboratorio di intelligenza artificiale della difesa, destinato a diventare un centro di eccellenza nazionale per l’innovazione applicata, il punto di aggregazione delle competenze e il motore di delivery delle principali soluzioni di intelligenza artificiale per la difesa”.
Parallelamente, il Ministero ha già avviato i primi progetti pilota in ambiti considerati ad alto impatto.
“Avviata la fase di implementazione delle prime iniziative ad alto impatto attraverso progetti pilota nei settori del supporto decisionale, del comando e controllo, della logistica, della manutenzione e dell’impiego di modelli avanzati a supporto delle attività di staff. La scelta è precisa: partire da ambiti in cui l’intelligenza artificiale può generare risultati misurabili in tempi rapidissimi”.
Una logica incrementale, che punta a consolidare rapidamente competenze interne e a validare modelli replicabili su scala più ampia.
Una governance multilivello
“L’obiettivo è molto chiaro, passare dalla strategia all’esecuzione in tempi certi. Per questo intendo procedere con la tempestiva adozione del piano attuativo, che definirà in modo vincolante azioni e responsabilità con un programma, indicatori di risultato, accompagnato dall’attivazione di una governance dedicata, multilivello, orientata al risultato finale”.
Il modello di governance sarà articolato su più livelli e supportato da un organismo consultivo con competenze tecnologiche e giuridiche, con l’obiettivo di garantire coerenza normativa e rispetto del diritto internazionale umanitario.
Per approfondire
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