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“In Italia la cybersicurezza si studia ancora troppo poco”. Il Rapporto ACN-ANVUR

“In Italia la cybersicurezza si studia ancora troppo poco”. Il Rapporto ACN-ANVUR

L’analisi è basata sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024. “Il lavoro pone solide basi per lo sviluppo futuro del settore“.

In Italia gli studi sulla cybersicurezza rappresentano “meno dell’1% della produzione scientifica totale“. Questo emerge dal Rapporto ACN-ANVUR “Stato della Ricerca sulla cybersicurezza in Italia”.

La mappatura, realizzata con l’ANVUR nell’ambito dell’esercizio della Valutazione della Qualità della
Ricerca (VQR) nel periodo 2020–2024, offre “un quadro articolato“. Su oltre 200mila pubblicazioni analizzate, 1.154 sono attinenti alla cybersicurezza. Di queste:

  • il 27% riguarda la gestione delle minacce cibernetiche.
  • Sul totale, il 21% la sicurezza del software e delle piattaforme.
  • Il 19% la sicurezza dei dati e della privacy.
  • Il 12% la sicurezza delle infrastrutture digitali.
  • l’11% gli aspetti della società.
  • Il 10% gli aspetti di governo.

Sono dati, sottolinea l’ACN, che evidenziano “una buona capacità di risposta alle minacce più immediate, ma anche la necessità di rafforzare ambiti meno presidiati“.

La cybersicurezza rappresenta ancora meno dell’1% della produzione scientifica totale nazionale

Nel complesso, tuttavia, nei dati VQR osservati, la cybersicurezza rappresenta ancora meno dell’1% della produzione scientifica totale nazionale. “Tale quota resta inferiore al 4% anche considerando le aree disciplinari più vicine“.

Questo dato impone una riflessione strategica. “Non è più rinviabile un investimento strutturale che aumenti massa critica, qualità e impatto della ricerca in un settore determinante per la sicurezza nazionale e quindi per la vita dei cittadini“.

Rimangono degli squilibri significativi

L’analisi tematica evidenzia, inoltre, squilibri significativi. “La sicurezza delle infrastrutture digitali registra circa il 57% di contributi in meno rispetto alla gestione delle minacce, mentre risultano ancora marginali le scienze forensi digitali“.

Negli aspetti sociali prevale la dimensione giuridica (46%). Sono invece rimasti più deboli le componenti umane, culturali e formative, che costituiscono il primo livello di Difesa nello spazio cibernetico.

Sul piano dell’innovazione, le tecnologie quantistiche mostrano segnali di crescita ma incidono per meno dell’8% negli ambiti prioritari. Procedono più lentamente anche gli studi su sistemi cyber-fisici e reti di nuova generazione. Questi sono contesti cruciali “per la protezione delle infrastrutture critiche e per il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale“.

In tale quadro, “porre in sicurezza i sistemi e le infrastrutture significa proteggere economia, democrazia, sviluppo futuro e qualità della ricerca“.

Qual è la distribuzione territoriale?

Dal Rapporto, è emersa una distribuzione territoriale che mostra una prevalenza del Nord (42% delle pubblicazioni), ma anche una partecipazione significativa di Sud e Isole (38%) e del Centro (18%).

Si delinea così una diffusione nazionale, che tuttavia necessita di maggiore integrazione e coordinamento, anche sul piano della ricerca dottorale“. Permane, inoltre, un divario di genere nei temi di cybersicurezza a connotazione prevalentemente STEM, con una presenza femminile tra il 15% e il 20% nelle aree più tecniche. “Questo è un segnale di un potenziale ancora non pienamente valorizzato“.

Frattasi (Direttore Generale ACN): “Il primo passo per una conoscenza più affinata della cybersicurezza

Il Direttore Generale dell’ACN Bruno Frattasi ha dichiarato: “Questo Rapporto rappresenta un primo importante passo. La direzione è quella di una più affinata conoscenza dello stato attuale della ricerca sui temi della cybersicurezza. Allo stesso tempo, il Rapporto serve a stimolare una mirata crescita delle attività di ricerca, negli ambiti di maggiore interesse rispetto alla nostra missione istituzionale“.

Frattasi ha poi aggiunto: “Non posso che ringraziare ANVUR per la qualità, il metodo e il rigore con cui ha contribuito alla elaborazione del documento. L’offriamo alla riflessione dell’intero ecosistema nazionale di cybersicurezza e agli stessi attori istituzionali interessati alla competitività del Paese in una prospettiva di grande valore e interesse strategico”.

Per approfondire

  • Leggi il Rapporto ACN-ANVUR “Stato della Ricerca sulla cybersicurezza in Italia” in PDF.
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