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Resilienza soggetti critici, varata per la prima volta la Strategia

Resilienza soggetti critici, varata per la prima volta la Strategia

La Strategia dà attuazione al Decreto Legislativo n. 134 del 2024, che recepisce nell’ordinamento nazionale la Direttiva europea CER sulla resilienza dei soggetti critici.

Il Governo ha varato la prima Strategia nazionale per la resilienza dei soggetti critici, dando attuazione al Decreto Legislativo n. 134 del 2024, che recepisce nell’ordinamento nazionale la direttiva europea sulla resilienza dei soggetti critici.

Il quadro di riferimento normativo comprende anche azioni di livello europeo per affrontare con determinazione le vulnerabilità sistemiche. Nell’attuale epoca, infatti, in cui gli imprevisti appaiono sempre più frequenti.

La Strategia nazionale per la resilienza dei soggetti critici è rivolta ai soggetti pubblici e privati che forniscono uno o più servizi essenziali. E in particolare quelli “la cui interruzione avrebbe un impatto significativo per il mantenimento di funzioni vitali della società, di attività economiche, della salute e della sicurezza pubbliche o dell’ambiente“.

Gli obiettivi sono:

  • prevenire i rischi.
  • Migliorare la capacità di risposta.
  • Promuovere la cooperazione tra pubblico e privato.
  • Valorizzare le competenze esistenti e a costruirne di nuove.

La protezione dei servizi essenziali, sottolinea il Governo italiano, non può essere affidata all’improvvisazione. Richiede metodo, visione, responsabilità

L’individuazione dei soggetti critici

Tali soggetti sono individuati in quanto operano attraverso infrastrutture critiche, vale a dire reti, impianti, sistemi o dispositivi indispensabili per l’erogazione continuativa di tali servizi. Sono quelle infrastrutture che devono essere protette e rese resilienti rispetto a eventi di natura fisica che possano comprometterne il funzionamento.

La Strategia è stata redatta in conformità all’articolo 6 del Decreto Legislativo 4 settembre 2024, n. 134, che recepisce nell’ordinamento italiano la Direttiva (UE) 2022/2557, nota come Direttiva CER.

La sua finalità è quella di rafforzare la capacità di prevenzione, risposta e recupero dei soggetti critici. Una particolare attenzione è quella per la protezione delle infrastrutture da cui dipende la continuità operativa dei servizi essenziali con riferimento ad eventi di carattere fisico.

Attacchi ibridi

Pur nel perimetro proprio della Direttiva CER, l’analisi del rischio fisico non può prescindere dal fatto che, nell’attuale contesto, molte interruzioni o danneggiamenti possono inserirsi in campagne ibride. Si tratta di “azioni ostili che mirano a colpire infrastrutture, servizi essenziali e processi decisionali“.

La Strategia si inserisce in un quadro più ampio che comprende anche la Strategia nazionale di cybersicurezza e le varie azioni di livello europeo.

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