Il noto gruppo hacker criminale filorusso si è già reso protagonista di operazioni contro le istituzioni e i media di Ucraina, Italia, Polonia, Svezia e Germania. Conferme anche dalla Procura di Parigi.
“Il collettivo filorusso di hacker criminali Noname057(16) ha rivendicato la responsabilità dell’attacco cyber DDoS che ha mandato in tilt La Poste, il servizio postale nazionale francese durante il periodo natalizio“. L’interruzione ha interessato l’azienda “proprio nel momento di picco delle consegne festive, con oltre 200.000 dipendenti coinvolti nelle operazioni“.
Lo ha riportato Euronews, aggiungendo: “Il gruppo era già finito sotto inchiesta nell’operazione internazionale Eastwood, coordinata a luglio da dodici Paesi. L’operazione ha portato allo smantellamento di oltre 100 server e a due arresti in Francia e Spagna. Sette i mandati internazionali emessi, sei dei quali per cittadini russi“.
Conferme nel merito sono arrivate anche dalla Procura di Parigi. Secondo l’ufficio del procuratore di Parigi, “la violazione ha colpito i sistemi centrali di La Poste, impedendo il tracciamento dei pacchi e interrompendo i pagamenti online tramite La Banque Postale“.
Un allarme su larga scala
Durante l’attacco, “gli impiegati non hanno potuto seguire le consegne dei pacchi né garantire la regolare operatività di La Banque Postale“. I disservizi hanno creato “ritardi e difficoltà sia per privati che per le aziende”. Si sono così evidenziate “la vulnerabilità dei servizi essenziali a livello nazionale” durante eventi critici come tutte le festività.
“L’attacco informatico“, ha scritto il Sole 24 Ore, “è giunto all’inizio di uno dei periodi più sensibili per le poste d’Oltralpe“. Di base, infatti, nei due mesi conclusivi dell’anno l’intero gruppo postale “gestisce la distribuzione di circa 180 milioni di spedizioni in Francia“. La Poste ha subito sporto denuncia. Al contempo, ha garantito che non c’è stato alcun furto di dati sensibili.
Lo stesso quotidiano ha spiegato: “Questo tipo di attacchi cyber consiste a sovraccaricare siti web e applicazioni attraverso un bombardamento di richieste mirate. I questo modo si rende possibile che non siano più accessibili agli utenti, finendo in modalità diniego del servizio (DoS, Denial Of Service)“.
Vulnerabilità delle catene del valore francesi
Quest’anno, la Francia ha dovuto in molte occasioni affrontare situazioni simili. Prima delle Poste e della violazione del ministero dell’Interno infatti, soltanto pochi giorni fa la filiale transalpina di Leroy Merlin aveva subìto un data breach su vasta scala.
“Secondo l’ultimo rapporto annuale della CNIL (aprile 2025)“, aveva scritto l’AGI, “il numero di violazioni che hanno interessato più di un milione di persone è raddoppiato in un anno“. Si è passati “da circa venti a circa quaranta attacchi riusciti“.
Sempre in Francia, Auchan (un altro marchio del Gruppo Mulliez), è stato al centro di attacchi informatici su larga scala quest’estate e alla fine del 2024. L’agenzia per l’impiego France Travail ha annunciato che i dati personali di circa 1,6 milioni di giovani che ricevono il supporto dei suoi centri per l’impiego locali erano “a rischio di divulgazione“. Il tutto, anche in questo caso, “a causa di un attacco cyber“.
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