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Crosetto approva la Strategia AI: “È imprescindibile per la difesa e la sicurezza nazionale”

Crosetto approva la Strategia AI: “È imprescindibile per la difesa e la sicurezza nazionale”

Nella roadmap “entro 3 anni l’uso diffuso dell’intelligenza artificiale in ogni ambito della Difesa e addestrarla anche sul campo di battaglia, sempre in modo responsabile”, prevista anche la nascita di un laboratorio per sviluppare soluzioni AI della Difesa. Il ministro spiega: “La Strategia ci servirà a colmare il gap tecnologico e ad essere un partner credibile e proattivo in UE e in ambito NATO“.

La Difesa italiana riconosce l’AI come una leva essenziale per il rafforzamento delle proprie capacità operative“. Si apre così la “Strategia della Difesa in materia di Intelligenza Artificiale“, approvata il 16 gennaio scorso dal ministro Guido Crosetto. “L’adozione dell’AI è un imperativo strategico e politico imprescindibile“, ha ribadito Crosetto.

La Strategia si pone come obiettivo strategico primariol’integrazione rapida e sistematica dell’AI in tutti i principali ambiti formativi, organizzativi e operativi“. E vuole rappresentare “il mandato decisivo per dotare il ministero della Difesa nel suo complesso di sistemi all’avanguardia, sicuri e resilienti, assicurando la difesa nazionale“. Così l’Italia vuole contribuire in maniera determinante alla stabilità internazionale in un contesto di rapidi mutamenti e crescenti minacce.

In quest’ottica, Crosetto ha annunciato la costituzione dell’Ufficio per l’AI (UIA), con il compito di attuare l’indirizzo politico e di supervisionarne la corretta e coerente implementazione. Opererà in sinergia con le strutture competenti sulle tecnologie emergenti. Prevista, inoltre, la nascita del Laboratorio AI per la Difesa (LIAD), per sviluppare soluzioni AI della Difesa, sempre in stretta collaborazione con gli utilizzatori finali.

Allineare le iniziative della Difesa con l’elevata accelerazione tecnologica

Sulla scorta delle lezioni apprese dalle recenti evoluzioni negli scenari geopolitici”, il documento s’inserisce in un percorso già avviato a livello nazionale ed europeo. L’obiettivo è quello “di allineare le iniziative della Difesa con l’elevata accelerazione tecnologica e di impiego operativo della citata tecnologia“.

Per arrivare al conseguimento “dell’autonomia strategica e della sovranità tecnologica“, la Strategia intende fornire indirizzi. Indirizzi, che promuovano “lo sviluppo di capacità tecnologiche autonome, rafforzino il capitale umano, innovino i processi organizzativi e le capacità operative“.

AI “per pianificare, decidere, sviluppare cultura e valorizzare l’ecosistema industriale nazionale

Con la definizione di “un percorso articolato e modulare“, la Strategia indica quattro aree di intervento:

  • 1) Operazioni.
  • 2) Contesti organizzativi.
  • 3) Formazione, addestramento, ricerca.
  • 4) Industria.

Sul piano operativo, l’obiettivo è sfruttare l’AI per “supportare la pianificazione, rafforzare la superiorità decisionale, aumentare la velocità di ingaggio e garantire protezione multidominio“.

Nei contesti organizzativi, l’AI troverà un impiego per sostenere i processi decisionali, accrescere la produttività, migliorare i servizi all’utenza e ottimizzare i processi strutturati.

In tema di formazione, addestramento e ricerca, si ribadisce la necessità di sviluppare di una cultura dell’AI. Qui s’insieriscono i processi di formazione del personale e il potenziamento dei sistemi addestrativi attraverso simulazione e cooperazione uomo-macchina.

Infine, sul fronte industriale, la Strategia punta a valorizzare l’ecosistema nazionale (incluse start-up e PMI) promuovendo collaborazioni, innovazioni continue e trasferimenti di tecnologia.

Tre orizzonti temporali

Il percorso “è articolato e modulare, con obiettivi definiti a breve, medio e lungo termine, allineati al rapido ritmo evolutivo della tecnologia“. Nel dettaglio, questi i riferimenti temporali:

  • Breve termine (entro 1 anno), in cui consolidare le condizioni abilitanti fondamentali.
  • Medio termine (entro 2 anni), per realizzare progetti operativi prioritari.
  • Lungo termine (entro 3 anni), per integrare l’AI in modo diffuso, sicuro e sostenibile in tutti gli ambiti della Difesa.

I termini temporali sopra esposti, diversi da una classica strategia, “rappresentano un livello di ambizione che deve necessariamente allinearsi al ritmo evolutivo di questa tecnologia“.

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