“Oggi la minaccia opera in un contesto multidimensionale e multidominio“, si legge in “Governare il cambiamento: scenari della Sicurezza Nazionale“, Relazione annuale dei Servizi di Sicurezza al Parlamento.
“Governare il cambiamento: scenari della Sicurezza Nazionale“. È questo il titolo dell’ultima Relazione non classificata che ogni anno, a partire dalla riforma dell’intelligence del 2007, i Servizi informativi presentano al Parlamento. “Governare il cambiamento” implica sempre più la capacità di anticipare fenomeni e minacce.
Al centro, l’intelligence ha valorizzato l’evoluzione delle minacce e l’apporto della vulnerabilità cyber. Una riflessione, che parte da una precisa considerazione: “La tecnologia è il fattore abilitante centrale delle illecite operazioni cyber“.
“La manipolazione informativa rappresenta uno degli strumenti più efficaci e pervasivi di questo nuovo veicolo di minaccia“. Il quale, “agisce all’interno della sfera cognitiva e che è volta a minare, in ultima analisi, i capisaldi delle società democratiche“.
L’innovazione tecnologica non accompagna più il cambiamento, lo orienta e lo accelera
Oggi, si legge nella presentazione del rapporto, la tecnologia ha smesso di essere soltanto innovazione. È diventata il motore del cambiamento e uno dei principali fattori che incidono sulla sicurezza del Paese. Questa “è una fase storica segnata da una trasformazione profonda e continua, capace di incidere in modo strutturale sugli equilibri strategici, sulla stabilità economica e sulla coesione sociale“.
L’innovazione tecnologica non accompagna più il cambiamento, lo orienta e lo accelera. Questa costituisce il principale volano di trasformazione sistemica, capace di investire l’intera struttura sociale, economica, politica e militare.
La rapidità di questi mutamenti rende spesso obsoleti gli ordinari strumenti di categorizzazione della realtà, complicando l’opera normativa degli Stati. Si prospetta, così, “una trasformazione degli ordinamenti giuridici“.
Le specificità del rapporto
La Relazione, redatta in favore del Parlamento ai sensi dell’art. 38 della Legge 124/2007 si riferisce all’anno 2025. Si caratterizza per “un’impostazione innovativa” poiché, accanto al consuntivo delle attività svolte dagli Organismi, propone “una proiezione verso il futuro“. L’obiettivo è quello di evidenziare traiettorie evolutive, sfide emergenti e prospettive di sviluppo.
Il primo capitolo esamina l’impatto della tecnologia su otto ambiti ritenuti di interesse strategico, ciascuno dei quali esprime una specifica articolazione della medesima trasformazione strutturale. Si tratta di:
- 1. Sovranità tecnologia e digitale.
- 2. Mutamenti geopolitici.
- 3. Sicurezza economico-finanziaria.
- 4. Minaccia criminale organizzata.
- 5. Minaccia interna.
- 6. Immigrazione irregolare.
- 7. Minaccia terroristica.
- 8. Guerra ibrida.
A completamento dell’impianto informativo, ciascun capitolo prevede delle “infografiche” finalizzate a visualizzare quadri di sintesi facilitando la lettura e la comprensione dei principali contenuti trattati. Nel dettaglio, la Relazione affronta i seguenti ambiti:
La nuova impostazione
L’edizione di quest’anno, infine, si distingue per un’impostazione innovativa nei contenuti e nel metodo. Oltre a quattro dashboard realizzate esclusivamente con metodologie statistiche e inserite all’interno dei capitoli, nell’Appendice della Relazione vengono presentati cinque casi studio.
L’elaborazione dei casi è avvenuto mediante l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale generativa (GenAI), “una novità introdotta di questa edizione“.
Sviluppati unicamente su dati provenienti da fonti aperte e sulla base di una capacità computazionale convenzionale, sono esercizi che approfondiscono scenari di particolare interesse strategico. Sono connessi ad alcune aree tematiche, quali:
- conflitto Russia-NATO.
- Competizione nello spazio.
- Daesh in Siria.
- Criptovalute.
- Proiezioni dei flussi migratori.
In continuità con la scelta dello scorso anno, anche la più recente relazione è corredata da un inserto dedicato a una frontiera avanzata della competizione globale. Ci si è, in particolare, concentrati sull’avvento della tecnologia quantistica, “allo scopo di approfondirne sia le potenzialità, sia i molteplici risvolti che emergono dalla prospettiva della sicurezza nazionale“.
Mantovano (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri): “La segretezza è un mezzo, non un fine“
Alfredo Mantovano, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha rimarcato la necessità di “una capacità di coordinamento nazionale che superi sovrapposizioni e modelli obsoleti”. E riguardo ai modelli obsoleti, ha detto: “Sarebbe il caso di archiviare definitivamente la locuzione ‘servizi segreti’. Noi siamo servizi di intelligence. La segretezza è un mezzo, non un fine”.
Rizzi (DIS) al CyberSEC2026: “Il libero arbitrio è l’infrastruttura critica più importante”
Intervenuto durante i lavori del secondo giorno della quinta edizione della Conferenza Internazionale CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, tenutasi a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia, Vittorio Rizzi, Direttore Generale del DIS ha ripreso il rapporto.
“Affrontiamo il tema della riforma degli organismi di intelligence“, ha detto Rizzi. “Soprattutto, però, il tema della minaccia cyber e della minaccia tecnologica. Il nostro compito fondamentale è tutelare la sovranità del Paese e proteggere l’integrità degli interessi politici, economici e militari dell’Italia, difendendoli dalle minacce che possono comprometterne la sicurezza”.
E ancora: “Fino a qualche anno fa i domini che definivano la sovranità erano relativamente chiari: terra, mare e cielo. Oggi questo concetto si è ampliato enormemente. In ambito NATO, per esempio, è stato riconosciuto il dominio cyber, così come quello spaziale, oltre l’atmosfera“.
Per approfondire
- Leggi la “Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza” 2026 in PDF.
Vai al sito di Cybersecurity Italia.
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