Il conflitto in Iran avrà prolungate ripercussioni sul cyberspazio e l’Europol ha lanciato un allarme sull’aumento delle possibili operazioni cyber illegali.
La guerra in Iran e l’escalation in Asia Occidentale avranno delle ripercussioni sul cyberspazio, ha sottolineato l’Europol, “con rischi per la sicurezza dell’Unione Europea“. Il conflitto in corso “sta influenzando direttamente il panorama della sicurezza interna dell’Europa“.
L’Agenzia di Polizia dell’UE ha avvertito di un “elevato rischio” di terrorismo ed estremismo violento in Europa, congiuntamente ad altri episodi di guerra ibrida. Le autorità europee, in particolare, hanno sottolineato il portato delle operazioni cyber. Si possono moltiplicare “attacchi informatici e campagne di disinformazione che prendono di mira le infrastrutture e la società dell’Unione Europea“.
Allo stesso tempo, l’Europol ha anche messo in guardia dalla “possibile radicalizzazione di singoli individui e dalla propaganda estremista online“.
I livelli della minaccia
Il portavoce dell’Agenzia Jan Op Gen Oorth ha dichiarato all’agenzia di stampa spagnola EFE: “Il ruolo dell’AI e lo sfruttamento delle informazioni saranno decisive nell’aumento degli attacchi informatici. Saranno a rischio le principali infrastrutture europee. Massima attenzione anche alle frodi“.
I gruppi legati all’Iran potrebbero cercare di svolgere “attività destabilizzanti” all’interno dell’UE. Queste potrebbero includere attacchi terroristici, campagne di intimidazione, finanziamento del terrorismo e crimini informatici. “Il livello di minaccia terroristica ed estremismo violento nel territorio dell’UE è considerato elevato”, ha sottolineato il portavoce dell’Europol all’EFE.
La propaganda
Dalle informazioni in possesso dell’Europol è emerso come la propaganda online, anche eterodiretta, rischia di contribuire alla minaccia terroristica. Tale minaccia “potrebbe essere aggravata da individui che agiscono da soli o da piccole cellule che agiscono di propria iniziativa“.
Jan Op Gen Oorth ha a tal proposito aggiunto: “La rapida diffusione di contenuti polarizzanti su Internet può accelerare i processi di radicalizzazione a breve termine. In particolare, tra le comunità della diaspora all’interno dell’UE e altri individui”.
Finora gli attacchi hanno causato la morte di oltre mille persone. Secondo il Wall Street Journal, citando fonti di Washington, dall’inizio della campagna militare “sono stati colpiti oltre 3mila obiettivi con droni, bombardieri stealth e caccia avanzati“.
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