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Pneumatici cyber di Pirelli, il Governo protegge ancora di più la tecnologia italiana e i dati che possono raccogliere. Gli azionisti cinesi contrari al nuovo Golden Power

Pneumatici cyber di Pirelli, il Governo protegge ancora di più la tecnologia italiana e i dati che possono raccogliere. Gli azionisti cinesi contrari al nuovo Golden Power

Come funzionano i Cyber Tyres? Quali dati possono o non possono raccogliere gli Pneumatici cyber di Pirelli e dove sono custoditi? I limiti imposti dal nuovo decreto Golden Power, che ribadisce al Gruppo italiano il divieto di condivisione di questi dati al primo socio, che è cinese.

Pirelli ora potrà vendere i suoi pneumatici cyber negli Stati Uniti, in cui erano “bannati” dal 2025 perché considerati di “proprietà” cinese a causa della norma, voluta da Biden e poi applicata da Trump, sull’importazione e la vendita di veicoli connessi che utilizzano software e hardware di società con un “collegamento sufficiente” con la Cina o la Russia.

Questo è uno dei primi effetti del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) in ambito Golden Power.

Questo DPCM ha, quindi, un impatto positivo a livello commerciale per Pirelli, ma ha anche una rilevanza nazionale perché il Governo rafforza la protezione sulla tecnologia, realizzata dal Gruppo italiano Pirelli, alla base di questi tipi di pneumatici, chiamati cyber tyres.

Già nel 2023 l’esecutivo guidato da Meloni aveva fatto scattare il Golden Power su questi pneumatici smart per evitare che finissero in mano ai cinesi, in quanto il primo socio, con il 34,1% dell’azionariato del Gruppo Pirelli, è il Gruppo cinese Sinochem.

Le nuove restrizioni Golden Power cambiano la Governance di Pirelli, il socio cinese valuta azioni legali  

Il DPCM ha soprattutto effetti societari, perché limita ancora di più i poteri del primo socio cinese, limitando a tre, di cui due indipendenti, il numero di consiglieri che Sinochem può nominare e questi 3 consiglieri non possono ricoprire la carica di Presidente, Vicepresidente e Amministratore Delegato. Ma questa prescrizione del Governo non varrà sempre, saranno revocate se il socio cinese scenderà sotto il 10%.

A queste nuove restrizioni di governance il Gruppo cinese non ci sta “sono discriminatorie e avranno inevitabilmente un impatto negativo sul clima degli investimenti in Italia “e valuta azioni legali “a tutela dei propri legittimi diritti e interessi in qualità di azionista“.

Pneumatici cyber di Pirelli, il focus di Cybersecurity Italia

In attesa di conoscere le eventuali vicende legali, Cybersecurity Italia è in grado di descrivere le caratteristiche tecniche dei cyber tyres.

Come già detto, il Governo italiano considerata strategica e utile la tecnologia a sensori che caratterizza questi pneumatici, unici sul mercato. Ma come funzionano?

Il sistema Pirelli Cyber Tyre si basa su un sensore di circa 12 grammi posto nella parte interna del battistrada dello pneumatico, capace di fornire informazioni uniche.

A partire dalla “carta d’identità” dello pneumatico stesso, oltre a temperatura, pressione di gonfiaggio e anche i dati legati allo stato dell’asfalto e delle strade nonché sulle abitudini degli utenti e le condizioni di guida.

Tramite una connessione Bluetooth i dati sono trasferiti in vettura, dove un software Pirelli li elabora in tempo reale, generando algoritmi che alimentano diverse funzionalità del veicolo. Grazie a un accordo di sviluppo congiunto firmato con Bosch, i dati vengono utilizzati per far funzionare in modo ottimale sistemi come controllo di trazione, ABS, ESP.

Facciamo un esempio: in caso di aquaplaning, lo pneumatico può modificare il comportamento dell’autovettura, perché comunicando con la centralina dell’auto modica la velocità del veicolo.

Pirelli pneumatici cyber

Quali dati non possono raccogliere gli Pneumatici cyber di Pirelli? I limiti imposti dal decreto Golden Power

Oltre ai dati sullo stato delle gomme, dell’asfalto e delle strade, il super sensore di 12 grammi, posto nella parte interna del battistrada degli pneumatici, è in grado di raccogliere anche dati esterni al veicolo mentre è in transito, dati che possono essere sensibili e strategici. Su questi dati c’è lo stop del Governo. Questi dati non possono essere raccolti dai cyber tyres.

Questo è un altro degli effetti chiave dei due DPCM su Pirelli e in particolare su questa tecnologia.

Il Governo riconosce sia l’utilità di questa tecnologia, ma è consapevole anche dei rischi qualora dovesse finire nelle mani sbagliate, per questi motivi ha voluto maggiormente proteggerla con il Golden Power e in particolare con questo nuovo DPCM, resosi necessario dalla volontà dell’azionista Camfin, che fa capo al vicepresidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, di non rinnovare il patto parasociale con i soci cinesi.

Dove sono archiviati i dati dei Cyber Tyres? In server di Pirelli con il divieto di condivisione con il socio cinese

Tutti i dati raccolti dai cyber Tyres, come è stato spiegato da Pirelli a Cybersecurity Italia, sono conservati in server di proprietà di Pirelli, che ha l’headquarter, nonché la R&D, a Milano.

Resta tutto qui. Con il divieto, previsto proprio dai DPCM Golden Power, di condividere questi dati con i soci cinesi.

Le collaborazioni con l’Autostrade per l’Italia per il monitoraggio del manto stradale e con Regione Puglia per creare una mappa dello “stato di salute” delle strade

Infine, in relazione alla tecnologia Cyber Tyre, il DPCM Golden Power ha, altresì, considerato che la stessa si è evoluta nel tempo al punto di poter essere considerata una tecnologia abilitante per diversi scenari d’impiego all’avanguardia, tra cui il monitoraggio di infrastrutture critiche, la simulazione avanzata tramite realizzazione della versione digitale di elementi fisici (digital twin, elaborato mediante sistemi di super-calcolo), la guida autonoma.

Per esempio, in Italia proseguono le collaborazioni con Movyon, società del gruppo Autostrade per l’Italia, per il monitoraggio del manto stradale, nonché quella con la Regione Puglia dove è stato attivato un sistema di monitoraggio della rete viaria nel territorio regionale con lo scopo di creare una mappa dello “stato di salute” delle strade. In quest’ultimo caso, peraltro, il sistema Cyber Tyre integra i dati provenienti dagli pneumatici con altri raccolti attraverso telecamere installate nei veicoli.

Vai al sito di Cybersecurity Italia.

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