Teheran mostra l’abbordaggio della Msc Francesca e della Epaminondas. Accuse di irregolarità nella navigazione, ma resta alta la tensione nell’area.
In Iran la televisione di Stato ha trasmesso le immagini dell’abbordaggio di due navi mercantili del gruppo MSC da parte del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica. I video mostrano i militari iraniani mentre prendono il controllo delle unità nello Stretto di Hormuz, uno dei punti più sensibili per il traffico marittimo globale.
Le navi coinvolte sono la Msc Francesca, battente bandiera panamense, e la Epaminondas, battente bandiera liberiana. Entrambe fanno capo alla compagnia di navigazione svizzera fondata dall’armatore italiano Gianluigi Aponte.
Secondo le ricostruzioni, l’attacco sarebbe avvenuto mentre le due imbarcazioni procedevano affiancate. La Epaminondas sarebbe stata colpita da un razzo sul ponte, senza però subire danni tali da compromettere i sistemi di bordo o la capacità di proseguire il viaggio. Non risultano feriti tra gli equipaggi, né la presenza di cittadini italiani a bordo.
La versione di Teheran
Secondo quanto dichiarato dai militari iraniani, le due portacontainer stavano navigando senza le autorizzazioni necessarie e avrebbero manomesso i sistemi di tracciamento tramite tecniche di spoofing per raggirare i controlli. L’attacco sarebbe avvenuto mentre le due imbarcazioni procedevano affiancate. La Epaminondas sarebbe stata colpita da un razzo sul ponte, senza però subire danni tali da compromettere i sistemi di bordo o la capacità di proseguire il viaggio. Non risultano feriti tra gli equipaggi, né la presenza di cittadini italiani a bordo.
Si tratta di una ricostruzione che si inserisce nella narrativa ufficiale di Teheran, ma che al momento non trova conferme. L’intervento delle Guardie rivoluzionarie conferma il livello di criticità dello Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il commercio globale e per il transito energetico.
L’abbordaggio di navi commerciali rappresenta un segnale rilevante sul piano della sicurezza marittima, con possibili ripercussioni sulle rotte e sui costi del trasporto internazionale. Al momento, secondo fonte iraniane, le navi sono in fase di rilascio.
Stretto di Hormuz: tecniche elusive e rischio spoofing nel traffico marittimo
Secondo quanto riportato dal New York Times, il blocco navale statunitense starebbe modificando il comportamento delle navi legate all’Iran, con un crescente ricorso a tecniche elusive per evitare l’individuazione.
Gli esperti di intelligence marittima citati dal quotidiano segnalano che diverse imbarcazioni stanno intervenendo sui sistemi di tracciamento globale, obbligatori per la navigazione commerciale, per ridurre la propria visibilità. Tra le pratiche osservate rientrano lo spegnimento temporaneo dei transponder, la manipolazione dei dati su rotta e destinazione e l’utilizzo di tecniche di spoofing per simulare identità o posizioni diverse.
Si tratta di modalità già viste in altri contesti geopolitici, in particolare con la cosiddetta “shadow fleet” russa utilizzata per aggirare le sanzioni dopo l’invasione dell’Ucraina.
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