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UE, la Commissione raccomanda l’app per la tutela dei minori online. Cresce lo scetticismo dei Governi

UE, la Commissione raccomanda l’app per la tutela dei minori online. Cresce lo scetticismo dei Governi

Almeno otto Paesi dell’UE vorrebbero sviluppare delle piattaforme “nazionali“, senza dover utilizzare quella europea.

Gli esecutivi europei sono scettici e addirittura sprezzanti nei confronti di una nuova applicazione della Commissione Europea per verificare l’età dei minori di Internet“. Lo scrive POLITICO, riportando le riflessioni di ministri e funzionari governativi.

Al netto della raccomandazione di Bruxelles sull’impiego dell’app per la tutela dei minori online, parallelamente, i Governi stanno seguendo delle vie “autonome“. Si diffondono dunque “le iniziative per introdurre controlli sull’età per contenuti illegali quali pornografia e a breve social media“.

Sono almeno otto Paesi che si sono detti propriamente “riluttanti e persino restii ad adottare l’app dell’UE“, scegliendo di continuare ad investire sulle soluzioni nazionali.

Quali sono i Paesi più critici?

Il tema di questa piattaforma non è solo geo-economico o politico, ma riguarda anche la cybersicurezza dei singoli Paesi. Il lancio dell’app dell’UE non è stato infatti positivo. Se infatti, da una parte, la Commissione l’aveva considerata “tecnicamente pronta“, sono emerse delle vulnerabilità con la possibilità di “essere hackerata in due minuti“.

Il quadro è complesso. Sempre secondo POLITICO, “Irlanda, Francia e Polonia hanno già affermato la loro preferenza per le loro applicazioni“. Il ministero tedesco per il Digitale, Karsten Wildberger, ha dichiarato ai media locali che non intende lanciare l’applicazione.

La Finlandia non sta implementando attivamente l’app dell’UE“, ha dichiarato il suo ministero delle Finanze (a cui capo si trova Riikka Purra) in un comunicato. Al contempo Willemijn Aerdts, ministro del Digitale dei Paesi Bassi, ha affermato: “Stiamo valutando attentamente se l’app dell’UE sia sicura, rispettosa della privacy e difficile da aggirare”.

Il livello dei dubbi

Per il ministro greco per il Digitale Dimitris Papastergiou se l’UE rilasciasse un’unica app e chiedesse alle capitali dell’Unione di utilizzare solo quella, Atene si adeguerà. Tuttavia, ha aggiunto: “Ritengo improbabile che Bruxelles imponga l’uso di un’unica app“.

Il ministro della Giustizia e degli Affari digitali dell’Estonia, Liisa Pakosta, si è soffermato sulle preoccupazioni in materia di sicurezza informatica e privacy sollevate all’inizio di aprile. In questi termini: “Queste costituiscono un campanello d’allarme e riducono ulteriormente la già remota possibilità che l’Estonia adotti una soluzione simile per i propri cittadini“.

Gli sforzi della Commissione costituirebbero l’ultima fase di un pluriennale volto a rendere operative le app tecnologiche per la verifica dell’età degli utenti di Internet. Non è però sicuro, date le premesse, che questo processo possa arrivare alla sua completa implementazione.

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