L’Office of the National Cyber Director ha inviato a un gruppo selezionato di società tech e di cybersecurity una serie di domande per capire come affrontare le minacce emergenti legate ai modelli AI di nuova generazione.
La Casa Bianca alza il livello di attenzione sugli attacchi informatici guidati dall’intelligenza artificiale e coinvolge direttamente le aziende tecnologiche.
Secondo quanto riportato da Politico, l’Office of the National Cyber Director ha inviato a un gruppo selezionato di società tech e di cybersecurity una serie di domande per capire come affrontare le minacce emergenti legate ai modelli AI di nuova generazione.
Le aziende sono state invitate a rispondere entro pochi giorni, mentre parte delle questioni è stata discussa in un incontro riservato a Washington con circa 30 rappresentanti del settore. L’obiettivo è individuare strategie condivise tra pubblico e privato per rafforzare le difese digitali in un contesto in rapida evoluzione.
Il nodo degli attacchi AI-driven
La richiesta della Casa Bianca riflette una crescente preoccupazione a Washington: gli strumenti AI più avanzati potrebbero a breve rendere più semplici e veloci attacchi informatici complessi, con impatti diretti sulla sicurezza nazionale e sulle infrastrutture critiche.
Al centro dell’attenzione c’è in particolare Mythos, il modello sviluppato da Anthropic, ritenuto in grado di individuare vulnerabilità software con un’efficacia superiore a quella dei migliori hacker umani in alcune attività. Non a caso, l’accesso al sistema è stato limitato a un ristretto gruppo di ricercatori e aziende nell’ambito del progetto Glasswing.
Le domande della Casa Bianca
Tra i temi posti alle aziende ci sono sia aspetti tecnici sia questioni di policy. La Casa Bianca chiede, ad esempio, quali progetti software più diffusi dovrebbero essere prioritari per le attività di sicurezza, come gestire il flusso crescente di vulnerabilità individuate dai sistemi AI e quale debba essere il ruolo del governo nel coordinamento delle difese.
Alcune domande riguardano anche pratiche interne sensibili, come i sistemi già testati con l’AI o le priorità di scanning e remediation. Un aspetto che ha generato perplessità tra alcune aziende, non sempre disposte a condividere informazioni così delicate senza un quadro chiaro.
Tensioni con Anthropic
Il dossier Mythos si inserisce in un rapporto complesso tra l’amministrazione statunitense e Anthropic. Negli ultimi mesi, il governo ha avviato uno scontro legale con l’azienda, arrivando a vietare temporaneamente l’uso dei suoi strumenti nelle agenzie federali.
Parallelamente, però, diverse agenzie statunitensi e partner internazionali hanno chiesto briefing sulle capacità del modello, segno di un interesse crescente per il suo potenziale in ambito cyber. Secondo fonti citate da Politico, all’interno della Casa Bianca si starebbe aprendo anche a una possibile distensione, mentre si valuta l’adozione di misure esecutive sull’AI per gestire i rischi emergenti.
Anthropic non è l’unico attore in campo. Anche OpenAI e altri gruppi stanno sviluppando modelli avanzati per la cybersecurity, aumentando la pressione sul governo per definire rapidamente un quadro operativo e regolatorio.
Uno dei problemi principali è la gestione dell’“effetto valanga” di vulnerabilità: l’AI consente di scoprire bug in quantità crescente, ma correggerli e distribuirne le patch in modo sicuro resta una sfida complessa, soprattutto per le infrastrutture critiche.
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