In Giappone il settore finanziario continua ad essere esposto ai rischi per gli attacchi cyber con l’AI.
In Giappone le banche e in generale tutto il settore finanziario continuano ad esprimere preoccupazioni per i rischi legati ai cyberattacchi lanciati con l’AI.
Di fronte a tali minacce, “le banche giapponesi potrebbero essere costrette a sospendere temporaneamente servizi essenziali come gli sportelli ATM e l’home banking“. Lo ha dichiarato Masahiko Kato, Presidente della Japan Bankers Association e numero uno di Mizuho Bank.
Da tempo le autorità di Tokyo sono pienamente parte del dibattito internazionale sui rischi legati a questo settore in grande espansione. I nuovi modelli, infatti, riescono a individuare in tempi rapidissimi vulnerabilità informatiche all’interno di software e infrastrutture digitali. Tra questi figura soprattutto Mythos di Anthropic, che secondo i suoi creatori è in grado di rilevare falle di sicurezza su larga scala.
L’allarme del settore finanziario
Secondo la Reuters Kato ha spiegato: “Esistono preoccupazioni per un aumento di cyberattacchi sofisticati che potrebbero andare oltre quanto previsto finora“. Dal suo punto di vista, in uno scenario di rischio elevato gli istituti di credito potrebbero decidere di sospendere preventivamente alcuni servizi per evitare danni ai clienti e proteggere i loro risparmi.
E ancora: “Alcuni servizi, come gli ATM, potrebbero essere sospesi in modo proattivo per salvaguardare gli asset dei clienti“.
Tra restrizioni e inviti alla tutela
In risposta a queste preoccupazioni, viste anche le capacità di Mythos, diverse banche hanno rafforzato i controlli interni sull’utilizzo di strumenti di AI avanzata. Negli Usa, inoltre, le autorità hanno recentemente imposto ad Anthropic la sospensione dell’accesso ai propri modelli AI più avanzati per alcuni cittadini stranieri, citando motivazioni legate alla Sicurezza Nazionale.

Nonostante l’allarme lanciato dal settore bancario e le analisi di Tokyo, diversi esperti del settore hanno mantenuto una posizione più prudente. Dal loro punto di vista, le reazioni sarebbero state in parte eccessive. “La disponibilità di un modello linguistico avanzato come Mythos non rende automaticamente possibili operazioni di hacking prima irrealizzabili“, hanno aggiunto.
Sempre secondo loro, l’AI rappresenta certamente un acceleratore delle capacità offensive e difensive nel cyberspazio, ma non costituisce di per sé una rivoluzione immediata nelle attività criminali informatiche. Rimane comunque elevata l’attenzione delle istituzioni finanziarie, che vedono nell’evoluzione dell’AI una delle principali sfide per la sicurezza digitale dei prossimi anni.
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