“Tutte le dipendenze sono tra loro correlate“, ha dichiarato il Sottosegretario Alfredo Mantovano durante la presentazione della campagna di comunicazione istituzionale “Non è mai troppo presto“.
“Serve innalzare il livello di consapevolezza sulle dipendenze digitali“, ha dichiarato Alfredo Mantovano, Sottosegretario e autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.
Mantovano, in particolare, è intervenuto in apertura della conferenza di presentazione della campagna di comunicazione istituzionale “Non è mai troppo presto” che si è tenuta ieri. Un evento, incentrato sui “consigli sull’educazione digitale per neogenitori“.
All’iniziativa hanno partecipato anche Sottosegretario per l’informazione e l’editoria Alberto Barachini, il Ministro per la Famiglia Eugenia Roccella. Con loro, il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il fondatore della Fondazione Pensiero Solido Antonio Palmieri. Nonché, il Presidente dell’Associazione Dipendenze Tecnologiche, Cyberbullismo e Hikikomori Giuseppe Lavenia.
Gli effetti alienanti della tecnologia
In occasione della Conferenza sulle Dipendenze dello scorso novembre si è dibattuto soprattutto di dipendenze digitali. Gli effetti, anche sui neonati, degli smartphone sono alienanti e soprattutto nel rapporto iniziale – il più delicato – tra una mamma e il suo bambino.
“Sorprende il fatto“, ha spiegato Mantovano, “che ci sia stata la vendita di oltre 2 milioni di dispositivi che consente di tenere uno smartphone fermo per farlo vedere anche a bambini così piccoli. Non è questione di colpevolizzare o sanzionare, bensì di promuovere la prevenzione e il recupero“.
Perché il recupero da dipendenze digitali è particolarmente complesso
Tutte le dipendenze sono tra loro correlate, “secondo una progressiva ibridazione di tutte queste forme, soprattutto tra gli adolescenti“. Le dipendenze da tecnologie digitali affiancano altre dipendenze, comportamentali o legate ad altri elementi.
Il Sottosegretario ha poi analizzato un punto specifico. Vale a dire: “Le dipendenza digitali non si basano su strumenti che si possono cancellare dalla nostra vita ma che vanno ricondotti ad un uso ragionevole e disciplinato, che risponda ad un minimo di buon senso. Per questo il recupero è ancora più complesso“.
Il senso dell’iniziativa è l’aumento della consapevolezza
“Il senso di questa iniziativa”, ha ribadito Mantovano, “è che bisogna elevare il livello di consapevolezza“. Sarà in questo senso fondamentale il vademecum in 9 punti che ha elaborato Antonio Palmieri, la cui consegna alle mamme avverrà all’uscita dai reparti ospedalieri. I pilastri di questo documento sono spiegazioni sul rapporto tra genitore e bambino, nonché quello con i dispositivi digitali.
“Questa idea va ora diffusa, puntando ad elevare il livello di consapevolezza“, ha affermato ancora Mantovano. “Cito come esempio positivo la collaborazione tra associazionismo, società civile e le istituzioni partendo dall’iniziativa in materia di Antonio Palmieri e dal suo seguito“.
“La campagna ‘Non è mai troppo tardi’ può diventare un progetto pilota anche dal punto di vista metodologico“, ha sottolineato il Sottosegretario. “In questo modo anche le proposte delle realtà private, non istituzionali certamente non cadono nel vuoto e trovano un seguito concreto“.
Per approfondire
- Leggi i nove punti del vademecum relativo al progetto “Non è mai troppo presto”.
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