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Italia, ACN: “A giugno aumentano gli incidenti cyber, +14%. Nei primi sei mesi del 2026, meno incidenti rispetto al primo semestre del 2026”

Italia, ACN: “A giugno aumentano gli incidenti cyber, +14%. Nei primi sei mesi del 2026, meno incidenti rispetto al primo semestre del 2026”

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha fatto il punto su eventi e incidenti cyber nel mese di giugno 2026, nonché nel primo semestre di quest’anno. Fondamentale la piena implementazione della NIS2.

Nel mese di giugno 2026 l’Operational Summary dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha evidenziato “184 incidenti, in aumento del 14% rispetto ai 161 di maggio. Il numero di eventi complessivo (424) è in aumento del 9% rispetto al mese precedente“.

Inoltre, l’Operational Summary semestrale registra che “il primo semestre del 2026 ha visto gli eventi cyber in aumento del 47% rispetto al primo semestre del 2025 (2.171 a fronte di 1.474)“. Il tutto, “prevalentemente in ragione delle oltre 1.000 notifiche NIS ricevute e gestite dal CSIRT Italia“.

Di questi eventi 1.072 hanno ottenuto la classificazione di “incidenti con impatto confermato“. Al contempo, gli eventi senza impatto confermato sono stati 1.099, sostanzialmente allineati ai 1.164 del primo semestre 2025 (in diminuzione del 6%).

Si consideri che il recepimento della Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS2) nell’ordinamento ha ridefinito il quadro della gestione di eventi e incidenti informatici da parte dell’Agenzia. Tanto che gli attacchi ransomware sono scesi a 181 casi, con una riduzione del 12%, mentre gli attacchi DDoS sono diminuiti del 32%, passando a 407 eventi.

Da rimarcare che “il maggiore picco di attività DDoS è stato registrato nel mese di febbraio, in concomitanza con i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026“.

Principali eventi cyber di giugno e del semestre

Sempre partendo dalla doppia analisi, di giugno e del semestre, nel primo caso i settori maggiormente colpiti sono:

  • telecomunicazioni.
  • Tecnologico.
  • Pubblica amministrazione locale

Rispetto a giugno si confermano il tecnologico e Pubblica amministrazione locale, mentre le telecomunicazioni hanno preso il posto del manifatturiero. A colpire le telecomunicazioni sono state soprattutto compromissioni da e-mail, il Tecnologico da malware e intrusioni, la Pubblica amministrazione locale da DDoS.

Per gli eventi cyber nel primo semestre 2026 al centro ci sono_

  • manifatturiero.
  • Tecnologico.
  • Sanitario.

Rispetto al primo semestre 2025, risulta meno interessata la Pubblica amministrazione centrale e locale. Nei primi due settori il principale motivo di minaccia è stato quello degli attacchi ransomware.

Andamento delle minacce e principali vettori d’attacco

A giugno 2026 l’ACN ha individuato 424 eventi cyber, in aumento del 9% rispetto a maggio. Questi ultimi hanno interessato, anche più volte:

  • 364 soggetti nazionali, di cui 282 appartenenti alla constituency.
  • I restanti hanno riguardato cittadini e società private operanti in settori non critici..

Nel primo semestre del 2026 c’è stata l’individuazione di 2.171 eventi cyber, in aumento del 47% rispetto al primo semestre 2025. Questi ultimi hanno interessato, in diversi casi più volte:

  • 1.476 soggetti nazionali, di cui 1.093 appartenenti alla constituency.
  • I restanti hanno riguardato cittadini e società private operanti in settori non critici.

Nel complesso, dei 2.171 eventi cyber, 1.072 sono stati classificati quali incidenti, in aumento del 246% – sempre considerando i nuovi obblighi in vigore da NIS2 – rispetto al semestre iniziale del 2025.

Gli asset potenzialmente compromessi — sistemi per i quali è stato rilevato un comportamento associabile ad un’effettiva attività malevola in corso — calano a 1.560. Dai 4.408 del corrispondente periodo 2025, con una flessione del 64,6%.

Per i trenta giorni del mese di giugno 2026 la posta elettronica si conferma “il principale vettore di accesso iniziale“. In stretta connessione, emerge lo sfruttamento di credenziali valide già compromesse, a riprova dell’importanza della difesa dell’identità digitale.

In relazione ai primi sei mesi del 2026 invece il contesto operativo ha confermato la persistenza soprattutto di alcuni fenomeni cybercriminali. Ossia:

  • phishing.
  • Compromissione di caselle di posta elettronica.
  • Esposizione di dati.
  • Abuso di credenziali valide.
  • Sfruttamento di vulnerabilità note

Le comunicazioni del CSIRT Italia

Al contempo, nei 30 giorni in esame c’è stata la pubblicazione di 8.001 nuove vulnerabilità, in aumento (+998) rispetto a maggio. Di queste,
628 presentano almeno un Proof of Concept (PoC), in
diminuzione (−94), e per 16 CVE è stato rilevato lo
sfruttamento attivo, stabile (+0

7.003 nuove CVE, in aumento (+1.118) rispetto ad aprile. Di queste, 722 presentano almeno un Proof of Concept (PoC), in diminuzione (−529), e per 16 CVE c’è stato il rilevamento dello sfruttamento attivo, in aumento (+6) rispetto ad aprile.

Una particolare attenzione ha riguardato alcune vulnerabilità di rilievo che hanno interessato “prodotti e soluzioni ampiamente utilizzati in ambienti enterprise e infrastrutturali“. Tra queste, “si segnala la vulnerabilità in Exim, ossia un mail transfer agent diffuso per la gestione della posta elettronica, identificata come CVE-2026-45185“.

Nell’ambito del monitoraggio attivo si è registrato un totale di 3424 comunicazioni verso i soggetti della constituency che esponevano pubblicamente su Internet complessivamente 11984 servizi a rischio. Le comunicazioni dirette del CSIRT Italia sono state in totale 11.917, in sensibile aumento (+4.688) rispetto ad aprile.

Ransomware e DDoS

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