L’intelligenza artificiale sarà decisiva nelle prossime elezioni presidenziali brasiliane.
Ad ottobre in Brasile si terranno le elezioni presidenziali. Più che le agende politiche in sé, ad aggregare principalmente i voti rischia però di essere l’AI. E lo si è visto con un episodio che è avvenuto sabato scorso. Protagonista, l’ex Presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in carica dal 2019 al 2023, attualmente agli arresti domiciliari “per aver complottato contro la democrazia“.
Eppure, Bolsonaro ha sostenuto direttamente suo figlio Flavio, candidato della destra nazional-conservatrice, apparendo pubblicamente in video durante il lancio della campagna presidenziale. O meglio non era in realtà proprio lui, bensì un avatar generato con l’AI.
L’avatar, presentato apertamente come una creazione dell’AI, ha pronunciato un discorso ai sostenitori presenti: “Nessuna prigione potrà mettere a tacere il sentimento di speranza che abbiamo risvegliato. Per questo vi chiedo di accogliere a braccia aperte la persona che ho scelto per sostituirmi“.
Oltre la comunicazione politica
L’iniziativa, evidenzia la Reuters, ha subito suscitato polemiche e ricorsi in tribunale da parte dei partiti di sinistra. Per la campagna del Senatore Flavio Bolsonaro, candidato contro l’attuale Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, in corsa per un quarto mandato non consecutivo, la sfida è evidente.
Si tratta infatti di “sfruttare la forte popolarità del padre tra l’elettorato conservatore nonostante il divieto imposto all’ex Presidente di comunicare pubblicamente“. Ecco perché la questione va oltre la normale comunicazione politica.
Già lo scorso anno, l’Agência Brasileira de Inteligência (ABIN) nel suo rapporto “Desafios de Inteligência – Edição 2026” (“Sfide dell’intelligence – Edizione 2026”) aveva in materia sollevato diverse preoccupazioni. L’intelligence di Brasilia aveva infatti evidenziato l’allarme per “estremismo politico, disinformazione, uso maligno dell’AI e potere delle Big Tech“.

Il caso rappresenta anche un elemento di confronto, nonché di analisi, sull’impiego dell’AI in politica. Finora infatti il dibattito si era concentrato soprattutto sui rischi dei deepfake e della disinformazione. Con l’operazione dei Bolsonaro, però, il tema ha raggiunto un livello superiore.
Ci si domanda perciò se un avatar possa diventare il sostituto politico di un rappresentante impossibilitato a parlare direttamente agli elettori, in questo caso per motivi giuridici. Non è ancora comunque certo che altre presenze simili possano verificarsi in futuro.
Le accuse dell’opposizione
I partiti progressisti e di sinistra hanno ovviamente lanciato delle accuse pesanti. Dal loro punto di vista, il video viola le norme elettorali brasiliane, secondo cui i contenuti sintetici in grado di riprodurre persone reali possono influenzare il voto. Queste fattispecie “potrebbero rappresentare un modo per aggirare le restrizioni giudiziarie imposte a Bolsonaro“.
Marco Aurélio Mello, ex giudice della Corte Suprema e già presidente del Tribunale Superiore Elettorale (TSE) ha commentato: “La sfida dell’AI è che è praticamente impossibile da controllare“.
Domenica scorsa una coalizione di partiti di centrosinistra ha presentato un ricorso al Tribunale Elettorale (il cui Presidente è il giudice Kassio Nunes Marques, nominato alla Corte Suprema proprio da Bolsonaro). La base del ricorso è il sostegno che il video rappresenti una violazione della leggere. Dall’altro lato, gli avvocati di Flavio Bolsonaro hanno replicato che non c’è stata alcuna illegalità.
Per la difesa di Bolsonaro, “il contenuto era innocuo e non combinava immagini reali con immagini generate digitalmente, motivo per cui non sarebbe potuto essere classificato come un deepfake“.
Il caso potrebbe fare giurisprudenza
In ogni caso, diversi esperti di diritto hanno ipotizzato che è improbabile che si arrivi ad una condanna personale per Jair Bolsonaro. Potrebbe infatti sostenere di non aver registrato né autorizzato il messaggio generato dall’intelligenza artificiale.
La questione più delicata riguarda invece la compatibilità del video con le nuove regole sull’uso dell’AI nelle campagne elettorali. Su questo punto il Tribunale Elettorale non si è ancora pronunciato. In ogni caso, la decisione potrebbe creare un precedente importante per il futuro delle elezioni in Brasile, come anche negli altri Paesi.
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