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AI Act: il Garante Privacy italiano indica la strada per l'attuazione

AI Act European regulation concept

AI Act: il Garante Privacy italiano indica la strada per l'attuazione

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo relativo all'attuazione dell'AI Act in Italia, suggerendo al contempo alcune integrazioni per rafforzare le tutele, in particolare per quanto riguarda i dati biometrici. Il pronunciamento rappresenta un passo significativo nell'armonizzazione tra il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale e il sistema giuridico nazionale.

Il contesto normativo

L'AI Act, entrato in vigore nell'Unione Europea, stabilisce un quadro regolatorio completo per i sistemi di intelligenza artificiale, classificandoli in base al livello di rischio e introducendo requisiti specifici per ciascuna categoria. L'Italia si sta muovendo per recepire la normativa attraverso decreti legislativi delegati, posizionandosi come uno dei primi Paesi membri a procedere con l'attuazione nazionale.

I contenuti del parere

Il Garante Privacy ha ritenuto lo schema di decreto complessivamente coerente con l'AI Act e con la legge delegativa n. 132/2025. Tuttavia, l'Autorita ha individuato alcuni profili che meritano integrazione, con particolare attenzione al rafforzamento delle tutele per i dati biometrici, considerati altamente sensibili, all'uso dell'intelligenza artificiale nella formazione e nelle attivita di polizia, e alla necessita di garantire trasparenza e accountability nei sistemi automatizzati.

Implicazioni per imprese e pubblica amministrazione

Le indicazioni del Garante hanno rilevanza immediata per gli operatori che stanno sviluppando o implementando soluzioni AI. L'attenzione particolare ai dati biometrici suggerisce che questa categoria di dati personali sara soggetta a una sorveglianza rafforzata, con possibili impatti su applicazioni di riconoscimento facciale, analisi comportamentali e sistemi di autenticazione. Per le attivita di polizia e sicurezza, il parere solleva questioni sul bilanciamento tra efficacia operativa e rispetto dei diritti fondamentali, un tema che vedra probabilmente ulteriori sviluppi normativi e giurisprudenziali.

Le prossime tappe

L'AI Act prevede una roadmap di attuazione graduale, con diverse scadenze a seconda delle categorie di sistemi. I divieti assoluti (sistemi di valutazione del rischio sociale, sfruttamento di vulnerabilita) sono gia in vigore, mentre i requisiti per i sistemi ad alto rischio si applicheranno in modo piu esteso nei prossimi mesi. Il parere del Garante Privacy italiano contribuisce a definire il perimetro di azione per le imprese nazionali, offrendo indicazioni concrete per l'allineamento alle normative europee. La sollecitazione a rafforzare specifiche tutele suggerisce che l'approccio italiano potrebbe essere piu stringente rispetto al minimo richiesto dal regolamento UE, specialmente in materia di dati biometrici. Per le organizzazioni che operano con sistemi AI, e consigliabile monitorare l'evoluzione del quadro normativo e iniziare o accelerare i processi di valutazione di conformita, considerando che le sanzioni per la violazione dell'AI Act possono raggiungere i 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale globale annuo.