Nuova campagna sextortion in Italia: il CERT-AGID lancia l'allarme
Il CERT-AGID ha rilevato una nuova campagna di sextortion che sta colpendo gli utenti italiani. I cybercriminali, fingendosi affiliati al gruppo ShinyHunters, inviano email minacciose con la richiesta di riscatto in criptovalute.
Si tratta della prima volta che questo specifico tipo di campagna sextortion viene osservata attivamente in Italia, secondo quanto riportato dal Computer Emergency Response Team dell'Agenzia per l'Italia Digitale. Le email, circolanti già da aprile 2026 a livello internazionale, sono state rilevate nel nostro Paese con modalità particolarmente insidiose.
Il modus operandi
La campagna prende di mira gli utenti attraverso email con oggetto "Non sei stato molto attento ai link che hai aperto" (in lingua inglese). I truffatori sostengono falsamente di aver compromesso il dispositivo della vittima attraverso un malware, avendo accesso a webcam, cronologia di navigazione e account di posta elettronica.
Secondo le ricostruzioni delle forze dell'ordine, i criminali minacciano di diffondere presunte immagini o video compromettenti catturati attraverso la webcam, chiedendo il pagamento di un riscatto in criptovalute per impedire la divulgazione del materiale.
Caratteristiche della minaccia
Questa campagna di sextortion presenta elementi che la distinguono da tentativi simili:
Falsificazione dell'identità: I truffatori si spacciano per il gruppo criminale ShinyHunters, un'organizzazione nota per aver compromesso numerosi database di grandi aziende, al fine di aumentare la credibilità della minaccia.
Richiesta di riscatto in Bitcoin: L'importo richiesto varia, ma tipicamente si aggira intorno agli 800-1000 euro, da pagare in criptovalute per rendere più difficile il tracciamento delle transazioni.
Tattiche di pressione psicologica: Le email utilizzano linguaggio minaccioso e urgenti, spesso con timer che simulano la scadenza per il pagamento, al fine di indurre la vittima a reagire emotivamente senza verificare l'effettiva compromissione.
Come riconoscere la truffa
Il CERT-AGID e le forze dell'ordine italiane evidenziano che in molti casi le minacce sono completamente infondate. I criminali non hanno effettivamente accesso ai dispositivi delle vittime, ma si basano su dati raccolti da precedenti data breach (spesso vecchi) per rendere più credibili le minacce.
Segnali che indicano una truffa sextortion:
- L'email contiene una password precedente della vittima (rubata da data breach passati) come "prova" di accesso al sistema
- Non vengono fornite prove concrete dell'effettiva compromissione del dispositivo
- La richiesta di pagamento avviene esclusivamente in criptovalute
- L'indirizzo email del mittente può essere verificato e risulta sospetto o spoofed
Cosa fare in caso di ricezione
Le autorità raccomandano di non pagare alcun riscatto, poiché ciò non garantisce che i truffatori cancellino eventuali dati in loro possesso e anzi incoraggia ulteriori attività criminali.
Le azioni consigliate includono:
- Non rispondere all'email e non effettuare alcun pagamento
- Segnalare l'email alle autorità competenti (CERT-AGID, Polizia Postale)
- Verificare e aggiornare le password degli account, attivando l'autenticazione a due fattori
- Coprire la webcam quando non in uso come misura precauzionale
- Utilizzare software antivirus aggiornati
Il contesto delle minacce in Italia
La campagna sextortion si inserisce in un panorama di crescente attenzione alle minacce informatiche nel nostro Paese. L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha recentemente pubblicato dati che mostrano un aumento degli incidenti cyber nel primo semestre del 2026.
Questo tipo di truffa sfrutta la vergogna e la paura delle vittime, elementi che i cybercriminali sanno essere particolarmente efficaci nel frenare le denunce. La consapevolezza e l'educazione digitale rimangono le armi più efficaci per contrastare fenomeni di questo tipo.
Conclusioni
La campagna sextortion rilevata dal CERT-AGID rappresenta un promemoria sulla necessità di mantenere elevate pratiche di sicurezza informatica e sulla importanza di non cedere al panico di fronte a minacce via email. Le istituzioni continuano a monitorare l'evolversi delle minacce, ma la prima linea di difesa rimane la consapevolezza dell'utente finale.
Per segnalazioni o approfondimenti, gli utenti possono rivolgersi al CERT-AGID attraverso i canali ufficiali o contattare la Polizia Postale e delle Comunicazioni.