Una ricerca di sicurezza ha segnalato centinaia di estensioni VPN e proxy sospette distribuite attraverso il Chrome Web Store. Il caso è rilevante perché il browser è spesso considerato un ambiente ordinario e poco rischioso, mentre le estensioni possono ottenere permessi estesi su traffico, pagine visitate e comunicazioni dell’utente.
Che cosa è stato scoperto
Secondo le analisi riprese da più testate di settore, le estensioni individuate promettevano funzioni VPN o proxy ma presentavano comportamenti anomali, tra cui instradamento del traffico, raccolta di dati e collegamenti a infrastrutture non trasparenti. Il numero elevato di componenti coinvolti aumenta il rischio di installazioni inconsapevoli su dispositivi personali e aziendali.
Perché le estensioni sono sensibili
Un’estensione con permessi ampi può osservare o modificare contenuti caricati nel browser, intercettare richieste e alterare l’esperienza di navigazione. Quando si presenta come VPN, il rischio reputazionale è ancora maggiore: l’utente installa lo strumento per proteggere la privacy, ma potrebbe consegnare traffico e metadati a un soggetto non affidabile.
Misure consigliate
Le organizzazioni dovrebbero limitare le estensioni autorizzate tramite policy centralizzate, verificare sviluppatori e permessi richiesti, monitorare installazioni anomale e rimuovere componenti non necessari. Per gli utenti, la prudenza passa da fonti ufficiali, recensioni tecniche indipendenti e attenzione ai permessi, evitando estensioni VPN sconosciute o appena pubblicate.