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Cybersicurezza, Interpol: “L’AI alla base del 55% dei crimini informatici in Africa”

Cybersicurezza, Interpol: “L’AI alla base del 55% dei crimini informatici in Africa”

L’Interpol ha analizzato il rapporto tra AI e crimini informatici nel contesto regionale dell’Africa, con un’evoluzione degli stessi fenomeni illegali.

L’AI è alla base del 55% dei crimini informatici segnalati in tutta l’Africa, rendendo gli attacchi più rapidi, più scalabili e sempre più difficili da individuare“, questo l’allarme dell’Interpol. Il tema è la base dell’African Cyberthreat Assessment Report 2026, redatto dall’organizzazione.

La legislazione in materia di criminalità informatica“, rimarca l’Interpol, “è frammentata“. Al contempo, “Il livello di preparazione delle Forze dell’Ordine all’uso dell’intelligenza artificiale rimane allarmantemente basso“.

Il rapporto si basa sui dati di un’indagine condotta in 36 Paesi membri africani ed evidenzia un cambiamento sistemico. “La criminalità informatica si è evoluta da una serie di incidenti isolati a un ecosistema industrializzato e senza confini“.

Differenze regionali

Nella sua analisi, l’Interpol ha differenziato i crimini – per modalità e obiettivi – sulla base dei differenti quadranti. L’Africa orientale è emersa come un importante centro per le frodi legate ai servizi di mobile money e per gli attacchi ransomware contro infrastrutture strategiche.

In Africa centrale e occidentale sono invece particolarmente diffuse le frodi attraverso la compromissione delle e-mail aziendali e delle truffe sentimentali. Sia contro le aziende che contro i singoli utenti.

Secondo l’Interpol, l’elevato livello di connettività dell’Africa meridionale ha reso questa area un obiettivo particolarmente interessante per i gruppi criminali internazionali. Il loro obiettivo è “massimizzare l’impatto degli attacchi“.

Interpol Credits

Perdite economiche più che raddoppiate

Si sottolinea inoltre come il costo economico del cybercrime nel continente sia in forte aumento. Secondo il rapporto, le perdite economiche legate alla criminalità informatica sono passate da 192 milioni di dollari nel 2024 a 484 milioni nel 2025, più che raddoppiando in un solo anno.

A trainare la crescita sono state soprattutto “le truffe facilitate dall’intelligenza artificiale, il furto di credenziali e le campagne automatizzate di ingegneria sociale“. In effetti, nel 2025 le truffe online hanno continuato a rappresentare la forma di cybercrime più segnalata.

Particolarmente significativo il fenomeno dei cosiddetti scam centre, ossia delle fabbriche illegali con postazioni di computer dove partono gli attacchi. Il 72% dei Paesi analizzati ha segnalato la presenza di queste strutture, con la maggiore concentrazione nell’Africa meridionale e occidentale.

I gruppi criminali con base in Africa prendono di mira anche vittime in Europa e Nord America. Utilizzano le infrastrutture distribuite in più Paesi per rendere più difficile individuare gli autori degli attacchi.

Il nuovo fronte delle identità sintetiche

Una delle minacce più insidiose è quella della creazione di identità digitali sintetiche. La mancanza di sistemi di condivisione dei dati in tempo reale tra banche, operatori telefonici e forze dell’ordine “crea infatti un punto debole che i criminali possono sfruttare”.

Questi non si limitano più a rubare identità e credenziali esistenti. Combinano dati personali autentici con informazioni inventate per creare profili digitali completamente nuovi.

Le identità generate con l’AI si possono poi impegare per aprire conti bancari, ottenere prestiti attraverso servizi di mobile banking e registrare SIM card con nomi falsi. In alcuni casi si arriva a superare anche sistemi avanzati di verifica biometrica.

La diffusione dell’IA sta quindi trasformando il cybercrime africano, rendendo le frodi più automatizzate, credibili e difficili da individuare e confermando la necessità di una maggiore cooperazione tra istituzioni finanziarie, operatori tecnologici e forze dell’ordine.

Neal Jetton, il Direttore dell’unità dell’Interpol dedicata alla cybercriminalità, ha commentato così l’analisi: “La criminalità informatica si è affermata come una delle minacce criminali più gravi per la regione. L’AI sta automatizzando ogni fase di un attacco informatico. Dalla ricognizione, al phishing, all’estorsione e all’evasione fiscale“.

Poi, ha aggiunto: “Tuttavia, constatiamo che, quando i Paesi collaborano, è possibile identificare, neutralizzare e smantellare le infrastrutture dei criminali informatici“.

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