Per Quacivi ogni singolo cittadino è un “cybercittadino” e l’obiettivo è che “60 milioni di cittadini” comprendano e conoscano le dieci azioni di igiene cyber, “da mio figlio a mia madre“.
“Un fondo per la cybersicurezza dei cittadini, da costruire insieme alle imprese ora che i finanziamenti del Pnrr sono terminati, per avviare una campagna di alfabetizzazione cyber rivolta a tutti, dagli adolescenti agli anziani“. È la proposta lanciata da Andrea Quacivi, Direttore Generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), nel suo intervento del panel dal titolo “AI, cybersecurity e crittografia post-quantum: siamo pronti ad affrontare la prossima generazione delle minacce cibernetiche?” alla 4^ edizione di Digital Innovation Forum – la Cernobbio del Digitale – in corso a Villa Erba, sul lago di Como, su iniziativa della Fondazione Innovazione Digitale ETS ed organizzata da NOW Italia e da Triumph Group.
Per Quacivi ogni singolo cittadino è un “cybercittadino” e l’obiettivo è che “60 milioni di cittadini” comprendano e conoscano le dieci azioni di igiene cyber, “da mio figlio a mia madre“. Per raggiungerlo, ha spiegato, l’Agenzia non ha “tutte le risorse disponibili”, e nemmeno lo Stato e il governo, i cui impegni “sono già enormi“. Da qui l’invito a valutare “cosa possiamo fare insieme“: l’ACN si è detta pronta a gestire il fondo e a guidare la campagna, chiedendo un contributo agli imprenditori, compresi quelli che hanno beneficiato dei fondi pubblici del Pnrr. La ragione, ha sottolineato il dg, è che “se non arriviamo a tutti, basta uno che mette in discussione la filiera“.
Non è solo un problema di piattaforme e imprese
Il problema, ha aggiunto, non riguarda solo le imprese che non aggiornano le piattaforme all’ultima versione del software: i casi recenti dimostrano che, quando le vulnerabilità non vengono sanate, “è inevitabile essere attaccati“. Per questo l’azione va portata sul singolo cittadino: “aiutare le scuole, aiutare i ragazzi, aiutare gli anziani“.
“Serve quindi uno sforzo per sostenere gli Stati membri dell’UE nello sviluppo di tecnologie competitive“
“Serve quindi uno sforzo per sostenere gli Stati membri dell’UE nello sviluppo di tecnologie competitive. In Italia, la legge 132/2025 da un lato evita di imporre norme che rischiano di essere subito superate dalla velocità dell’innovazione – ha spiegato Mantovano – dall’altro consente di investire in tecnologie ad alto potenziale di sviluppo. Stiamo partecipando al bando europeo per realizzare una delle sette gigafactory UE per l’AI nella fascia di grande capacità. Per quanto riguarda il riconoscimento facciale, esiste la piena possibilità di verifica da parte delle autorità giudiziarie, senza una diminuzione delle garanzie. Si tratta di uno strumento in più per muoversi con maggiore rapidità nell’identificazione dei soggetti più violenti. Questo strumento potrà rappresentare un passo avanti nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo”.
“Dopo 5 anni di Pnrr e sfide raggiunte con un’attività di partenariato molto importante pubblico-privato, con il governo italiano che ha confermato che continuerà il suo impegno, penso che sarebbe bello ricevere dagli imprenditori un impegno con noi sia economico, ma anche di energie, per creare con dimensioni di scala una capacità di consapevolezza maggiore nel nostro Paese”, ha dichiarato Andrea Quacivi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), intervenendo sul tema della sensibilizzazione dei cittadini alla cybersicurezza al Digital innovation forum a Cernobbio.
“Non possiamo continuare in questo sforzo da soli“
“Possiamo pensare insieme a qualsiasi strumento, come una fondazione, ce ne possiamo ovviamente far capo noi di ingegnerizzarlo, che nasca con il contributo degli imprenditori italiani che danno un loro valore anche in termini di ‘giveback’ rispetto a quanto fino a oggi realizzato. Non possiamo continuare in questo sforzo da soli. In Agenzia siamo 600 persone – ha aggiunto Quavici – abbiamo gestito un miliardo e mezzo di fondi e investito circa 30-40 milioni di euro sul tema della consapevolezza. Sarebbe bello poter affrontare le sfide del futuro avendo al nostro fianco le imprese, alle quali chiedo una mano in questo senso. Un’Europa che innova in modo sicuro è una Europa più autonoma e credibile”.
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