Si tratterebbe del primo utilizzo documentato di Yggdrasil da parte di un gruppo di hacker criminale legato ad un Governo. La rete, gestita da volontari e priva di un’autorità centrale, rende più complesso individuare le comunicazioni sospette.
Il gruppo di hacker criminali filorussi UAC-0099 ha violato i sistemi di un’azienda ucraina attiva nella logistica dei cereali impiegando presumibilmente la rete decentralizzata Yggdrasil per occultare le comunicazioni malevole. In attesa degli esiti delle indagini, resta sconosciuto il nome dell’azienda, il cui nome non è stato divulgato.
L’attacco, avvenuto nel luglio 2025 e ricostruito dalla società di cybersicurezza ESET, è culminato nella cancellazione dei dati dai computer compromessi. Secondo gli esperti, si tratterebbe del primo utilizzo documentato di Yggdrasil da parte di un gruppo di hacker criminale legato ad un Governo. La rete, gestita da volontari e priva di un’autorità centrale, rende più complesso individuare le comunicazioni sospette.
L’intrusione è iniziata con un’email di phishing, nell’ambito di una campagna contro aziende di logistica, società cerealicole e terminal portuali ucraini.
Dall’accesso iniziale alla distruzione dei dati
Dopo l’invio dell’email fraudolenta, secondo la Reuters, gli aggressori avrebbero installato un software per controllare da remoto i computer, consultare file, acquisire schermate e sottrarre documenti. Dopo aver ottenuto privilegi amministrativi, hanno utilizzato SDelete, “un’utility legittima di Microsoft progettata per cancellare definitivamente i file, per distruggere i dati presenti sui sistemi colpiti“.
ESET non ha potuto accertare se l’attacco abbia interrotto le attività logistiche dell’azienda, ma la novità nello sfruttamento dell’infrastruttura per colpire – e le modalità – hanno destato grandi preoccupazioni.
Il possibile coinvolgimento di Sandworm
Sempre secondo la Reuters, UAC-0099 avrebbe ottenuto l’accesso iniziale alla rete e successivamente lo avrebbe trasferito a Sandworm. Quest’ultimo è un gruppo associato all’intelligence militare russa. In passato sarebbe stato ricollegato ad attacchi contro infrastrutture elettriche in Ucraina e Polonia.
L’episodio, sottolineano gli esperti, ha evidenziato due rischi. Da una parte, l’impiego di reti decentralizzate per nascondere le comunicazioni degli aggressori, dall’altra “l’abuso di strumenti legittimi per finalità distruttive“.
Per le organizzazioni che operano in settori strategici, diventa quindi importante monitorare anche il traffico di rete non convenzionale. Devono inoltre predisporre backup protetti e procedure di ripristino efficaci.
Nel contesto del conflitto russo-ucraino – cinetico e cibernetico – gli attacchi cyber contro le infrastrutture di Kiev possono portare al furto di informazioni, come pure ad accessi persistenti e alla distruzione dei dati. Il tutto, senza che sia necessariamente possibile stabilire con certezza il ruolo svolto da ciascun gruppo hacker criminale operante in quel contesto.
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