Trends Europa Space&Underwater

Uk, il grande obiettivo è diventare l’hub europeo per i veicoli subacquei senza equipaggio

Uk, il grande obiettivo è diventare l’hub europeo per i veicoli subacquei senza equipaggio

Con il supporto degli Usa, Londra si prepara a guidare l’Europa nei veicoli subacquei autonomi.

In Uk prosegue il processo di rafforzamento delle capacità britanniche nel settore dei sistemi subacquei senza equipaggio, con ripercussioni anche per le Marine europee alleate.

Come?

A Portsmouth, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, è stato raddoppiato il sito del complesso cantieristico statunitense Huntington Ingalls Industries (HII) per sostenere la crescente domanda di veicoli subacquei senza equipaggio (Unmanned Underwater Vehicles, UUV) sia per la Royal Navy che per altre Marine europee.

Nello specifico, l’ampliamento della struttura ha l’obiettivo di fornire supporto operativo, tecnico e logistico avanzato. Tra le sue funzioni, ci saranno il dispiegamento, il mantenimento e l’integrazione di sistemi di guerra elettronica (Electronic Warfare, EW) e C5ISR, l’acronimo che indica Command, Control, Computers, Communications, Cyber, Intelligence, Surveillance e Reconnaissance, ossia l’insieme dei sistemi e delle tecnologie essenziali per le forze militari odierne.

Sarà poi garantito sostegno ai programmi di modernizzazione delle flotte, delle capacità legate all’AI e la gestione delle attività di addestramento del personale, sia in modalità reale che virtuale e simulata.

Una proiezione anche regionale

Inoltre, la struttura punta a diventare un vero e proprio hub regionale grazie al supporto fornito alla Marina inglese e ai partner europei che operano la linea di UUV REMUS e al dispiegamento dei veicoli di superficie senza equipaggio ROMULUS. Nick Green, responsabile della struttura, ha spiegato che con l’allargamento si potrà ora assemblare il Remus 620, veicolo subacqueo senza equipaggio modulare di classe media, e accelerare il ritmo delle attività di addestramento per le Marine alleate.

Il sito sarà gestito da personale britannico, ed è prevista una stretta collaborazione con i team di Huntington Ingalls Industries specializzati in ingegneria, produzione, addestramento e supporto alle missioni. Secondo l’azienda, questo è solamente il primo passo di una presenza a lungo termine nel Regno Unito, che, si auspica, aprirà la strada anche a ulteriori future collaborazioni.

Cosa sono gli UUV REMUS?

I veicoli REMUS possiedono un design modulare che consente di operare in modo indipendente o come parte di un più ampio spiegamento di forze, riuscendo quindi a integrarsi con navi, veicoli di superficie senza equipaggio (come i ROMULUS) e altre piattaforme subacquee. Sono particolarmente affidabili e apprezzati per le prestazioni avanzate dei sensori. Il loro impiego avviene in missioni di cacciamine, ricognizione, rilevamento subacqueo, raccolta di informazioni e monitoraggio ambientale. L’automazione del lancio e del recupero, infatti, riduce ampiamente i rischi per gli operatori, amplia la gamma di missioni in cui può essere utilizzato, accorcia i tempi operativi e aumenta i vantaggi, specialmente in condizioni di mare agitato e contesti operativi complessi.

Questa famiglia di veicoli subacquei autonomi è tra le più diffuse al mondo: è in servizio in ben 30 paesi, di cui 14 sono membri della Nato. Oltre al Regno Unito, tra gli utenti europei figurano la Germania, i Paesi Bassi, il Belgio, la Norvegia, la Svezia, la Lituania e l’Estonia. La Royal Navy è una partner storica. Il primo acquisto da parte della Difesa britannica risale al 2001, con i modelli REMUS 100, 300 e 600 per le operazioni di cacciamine. Si tratta di tecnologie ben consolidate, tanto che i primi due modelli di REMUS 100, consegnati nel 2001, sono ancora oggi in servizio attivo.

Qual è il futuro degli UUV?

Sebbene attualmente la principale applicazione per la Marina del Regno Unito e quelle europee rimanga la neutralizzazione dellemine presenti sui fondali marini, si prevede che in futuro l’uso principale di questi UUV sarà legato a pattugliamenti a lungo raggio e alla protezione delle infrastrutture critiche subacquee, rispondendo così alle nuove esigenze della dimensione subacquea.

Il piano è, infatti, di realizzare parte della produzione, inclusi i sistemi di lancio e recupero del Remus 620 e l’assemblaggio dei veicoli, direttamente nel Regno Unito. La scelta di concentrare un numero maggiore di attività sul territorio britannico deriva dalla volontà di favorire l’impiego di componenti locali per il mercato britannico ed europeo, garantendo un supporto più rapido e diretto alle Marine del Vecchio Continente, oltre che alla Royal Navy. La maggior parte delle operazioni di riparazione e manutenzione per i clienti in Uk ed europei viene effettuata direttamente a Portsmouth, evitando così il trasferimento di attrezzature tra gli Usa e l’Europa. Questo approccio consente perciò di consolidare la presenza di questi sistemi dall’altra parte dell’Atlantico, rafforzando le partnership tra le due sponde.

Seguici anche sul nostro canale WhatsApp

Vai al sito di Cybersecurity Italia.

L'articolo Uk, il grande obiettivo è diventare l’hub europeo per i veicoli subacquei senza equipaggio sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.

📖 Leggi l'articolo completo originale:

https://www.cybersecitalia.it/uk-il-grande-obiettivo-e-diventare-lhub-europeo-per-i-veicoli-subacquei-senza-equipaggio/58287/ →