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Salt Typhoon, anche la Norvegia accusa il gruppo hacker criminale di cyberspionaggio

Salt Typhoon, anche la Norvegia accusa il gruppo hacker criminale di cyberspionaggio

Il tutto, considerando che “i servizi di sicurezza cinesi hanno migliorato la loro capacità di condurre operazioni di intelligence in Norvegia“.

Salt Typhoon ha colpito anche in Norvegia, compromettendo i sistemi informatici di diverse organizzazioni nazionali“. Oslo, dunque, ha ufficialmente accusato il gruppo hacker criminale filo-cinese (e conseguentemente il Governo di Pechino) di cyberspionaggio.

A lanciare l’allarme, venerdì scorso, è stato il Servizio di sicurezza della polizia norvegese (PST), mediante la pubblicazione del rapporto “National Threat Assessment 2026“. Secondo le autorità, i cyber criminali avrebbero sfruttato “dispositivi di rete vulnerabili per ottenere accesso non autorizzato, conducendo operazioni di spionaggio mirate“.

Le autorità norvegesi non hanno tuttavia reso noto quali settori o organizzazioni siano stati colpiti né l’impatto concreto delle intrusioni. Da parte loro, comunque, si è evidenziata la necessità di alzare i livelli di investimento in Difesa cibernetica. Quattro le direttrici, “resilienza, sicurezza protettiva, intelligence e consapevolezza situazionale“.

Il ruolo di Salt Typhoon

La Norvegia si sarebbe così aggiunta alla lista di Paesi colpiti da Salt Typhoon. Il gruppo, come avevano la CISA e l’FBI rivelato due anni fa con una nota congiunta, ha delle sue specificità operative. In particolare le sue attività sono note perché prendono di mira infrastrutture critiche in tutto il mondo, soprattutto il settore delle Telco negli Usa.

Proprio negli Usa, funzionari di alto livello lo hanno definito una “minaccia epocale”, dopo che l’organizzazione avrebbe intercettato comunicazioni sensibili di esponenti politici di primo piano.

Gruppi cyber filo-cinesi in Norvegia

Le possibili operazioni di Salt Typhoon nel Paese scandinavo non sarebbero allora un caso isolato. I servizi di sicurezza norvegesi hanno infatti analizzato l’attivismo cyber dei gruppi legati a Pechino, dedicando loro un’intera sezione del “National Threat Assessment 2026“.

Nel rapporto si sottolinea: “I servizi di sicurezza e intelligence cinesi hanno migliorato la loro capacità di condurre operazioni di intelligence in Norvegia. Il tutto, comprese le operazioni informatiche e la raccolta di informazioni umane“.

È probabile che “un numero crescente di operazioni venga condotto da appaltatori commerciali di sicurezza informatica e individui che non sono personale di intelligence addestrato“. I quali, tuttavia, “agiscono per conto dei servizi di sicurezza e intelligence cinesi“.

Illustrazione: Getty/Dinamo Design Credits

Nel dettaglio, la relazione rimarca: “Gli attori cinesi che rappresentano una minaccia informatica sfruttano anche i router e i server norvegesi per condurre operazioni contro Paesi terzi“.

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