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Data intelligence, la Germania propone una “Palantir europea”

Data intelligence, la Germania propone una “Palantir europea”

Dalla Germania, l’idea di rafforzare la rete europea di intelligence creando una “Palantir” regionale.

Una “Palantir europea“, per rafforzare il data intelligence regionale, verso una maggiore indipendenza digitale dagli Usa. Questa, in sintesi, l’idea di Karsten Wildberger (ministro della Germania per la Trasformazione Digitale e la Modernizzazione del Governo).

Dopo “Euro Eyes”, Berlino rilancia i suoi obiettivi, finalizzati alla creazione una rete informativa europea che non dipenda più da Washington, a maggior ragione visto il contesto di crescente incertezza.

Henna Virkkunen (Commissione Europea) con il ministro tedesco Karsten Wildberger

La mia preferenza“, ha spiegato Wildberger a POLITICO, “è per lo sviluppo in Europa di aziende e prodotti propriamente europei che siano competitivi sul mercato globale. Ecco perché, nel lungo periodo, vogliamo puntare su delle nostre alternative“.

Perché Palantir è controversa

L’azienda, fondata nel 2003 da Peter Thiel, Nathan Gettings, Joe Lonsdale, Stephen Cohen, Alex Karp e con sede a Denver (Colorado) è stata oggetto di critiche severe negli ultimi mesi. Negli Usa, per esempio, dove il software serve all’ICE a rintracciare i migranti.

Per i principali critici, “Palantir rappresenta un rischio per la protezione dei dati e i diritti fondamentali, oltre ad essere un fattore di dipendenza da un fornitore statunitense“. Per altro, nonostante nel 2023 la Corte costituzionale tedesca abbia qualificato il sofwtare come “anticostituzionale“, la Polizia ha aumentato le modalità del suo impiego.

Palantir è infatti utilizzato dai dipartimenti di Polizia di alcuni Stati tedeschi, tra cui la Baviera e l’Assia, per l’analisi dei dati. È inoltre integrato nei sistemi di Europol e in altri Paesi come la Danimarca.

Il confronto interno

L’interesse di Wildberger – e in generale della Germania – per un intelligence europea ha una valenza spiccatamente geo-economica.

Anche perché, da tempo, la Francia sta portando avanti un suo progetto cyber “parallelo“. Nei piani di Parigi – e in proiezione europea – per accrescere l’indipendenza digitale serve sostituire i sistemi operativi statunitensi, Microsoft, con dei software europei, anche open source, come Linux.

Secondo il ministro tedesco attualmente sono già operativi dei fornitori adeguati. “Ci sono aziende europee dotate delle competenze necessarie che possiamo sostenere“, ha sottolineato. “La sfida consiste nel potenziarle, cosa che «potrebbe richiedere dai due ai tre anni“.

I Governi dovrebbero però sostenere gli operatori più piccoli. Da qui: “Questo è l’unico modo per accelerare lo sviluppo di un’alternativa europea. Dobbiamo inviare loro un segnale che ci fidiamo di loro per tali responsabilità“.

Wildberger ha poi rimarcato: “L’Europa, per ora, ha ancora bisogno di Palantir per la sicurezza nazionale. Se l’alternativa è che non sia disponibile alcuna soluzione comparabile, allora per me la sicurezza ha la priorità“. E ha aggiunto: “In generale è possibile implementare la tecnologia in modo da soddisfare determinati requisiti di sovranità“.

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