Dubbi sia sulla trasparenza nella gestione dei dati, che sulla possibilità che i servizi privati renderanno Aadhaar di fatto un’applicazione obbligatoria in India.
L’India sta programmando l’impiego sempre più massiccio di Aadhaar, il più grande sistema di identità digitale al mondo. L’obiettivo sarebbe estenderne l’uso nella vita privata quotidiana attraverso una nuova app e un sistema di verifica offline.
La scelta che a fine gennaio ha annunciato l’Unique Identification Authority of India (UIDAI), ha riacceso il dibattito su sicurezza e sull’impiego futuro dell’enorme database di identità biometriche del Paese. Ancora una volta, dunque, è in gioco la privacy dei cittadini indiani.
Sebbene l’UIDAI abbia lanciato ufficialmente la nuova app Aadhaar il mese scorso, la piattaforma era già in fase di sperimentazione dall’inizio del 2025.
Identità digitale in India nei numeri
In realtà, si tratta di un aggiornamento della precedente applicazione. Si è proceduto ad integrare il nuovo software in un sistema di identità che già opera su scala enorme considerando la popolazione indiana.
I dati dell’UIDAI hanno mostrato che Aadhaar ha emesso più di 1,4 miliardi di numeri di identità. Gestisce circa 2,5 miliardi di transazioni di autenticazione ogni mese, oltre a decine di miliardi di controlli elettronici “know your customer” dal suo lancio.
Le stime di Appfigures mostrano che l’app, acquistabile dalla fine del 2025, ha rapidamente superato la precedente applicazione mAadhaar in termini di download mensili. Le installazioni mensili combinate delle app relative ad Aadhaar sono passate da quasi 2 milioni in ottobre a quasi 9 milioni in dicembre.
La nuova applicazione Aadhaar consente agli utenti di “condividere solo informazioni essenziali, invece dei dati completi“. Ad esempio, una persona potrà dimostrare di avere più di una certa età senza rivelare la data di nascita esatta.
Solo due mesi fa, per altro, il Paese asiatico aveva conosciuto un dibattito simile. L’India aveva infatti scelto Sanchar Saathi come l’applicazione per la cybersicurezza del Governo contro i furti digitali, da installare obbligatoriamente sui cellulari. I rischi per la privacy e le relative proteste, però, avrebbero portato Nuova Delhi a fare marcia indietro
Gli interrogativi
Nonostante l’enfasi su condivisione limitata e verifiche offline, le nuove iniziative hanno sollevato interrogativi importanti. Vale a dire:
- di quale livello sarà il controllo reale per gli utenti sui propri dati.
- I servizi privati renderanno Aadhaar di fatto obbligatorio.
- Le misure di sicurezza saranno sufficienti a prevenire abusi e fughe di dati.
Con oltre un miliardo di cittadini già registrati, ciascuna evoluzione di Aadhaar avrà un impatto enorme. La nuova fase potrebbe rendere l’identità digitale “più pratica e diffusa che mai“, ma anche rafforzare le preoccupazioni su sorveglianza, sicurezza e diritti individuali.
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