In Svezia, alle frontiere della NATO, il confronto geopolitico assume toni sempre più aspri.
“La Russia è la principale minaccia militare per la Svezia e la NATO, una minaccia seria e concreta“, viste le continue operazioni di guerra ibrida. Questo il monito dei servizi di sicurezza di Stoccolma che sul tema hanno presentato il rapporto “Must årsöversikt 2025“, martedì scorso.
La Russia si è resa responsabile di “violazioni dello spazio aereo, sabotaggi e operazioni informatiche, anche sul Mar Baltico“. L’allarme dell’intelligence svedese ha seguito di pochi giorni quello della Norvegia, con particolare riferimento all’attivismo russo nell’Artico.
Alle frontiere della NATO, dunque, tra Federazione russa e Scandinavia, il clima è sempre più ostile. La postura e “il comportamento sempre più rischioso di Mosca” potrebbero provocare “una pericolosa escalation“, hanno sottolineato i servizi svedesi.
La guerra ibrida russa “può portare a devastazioni su vasta scala“
Secondo la dottrina militare svedese, “la guerra ibrida russa è un metodo per influenzare altri Paesi senza che ciò sfoci in un conflitto militare su larga scala“. Questo avviene attraverso “un’ampia gamma di attività coordinate e su misura“. La Russia, si legge nel rapporto, “ha sviluppato metodi specifici per agire in modo occulto o tramite intermediari, così da risultare non identificabile“.
La guerra ibrida non va considerata come “una forma più lieve di guerra“, ma può portare “a devastazioni su vasta scala e grandi sofferenze umane“. Da qui il monito: “Si ritiene che la Russia sia pronta ad agire in modo opportunistico e aggressivo nei prossimi anni attraverso varie attività ibride“.
Mosca, dalle informazioni in possesso della Svezia, ha sviluppato un’ampia gamma di metodi, tutti impiegabili in questo tipo di conflitto. Si tratta di “dichiarazioni ai media, disinformazione, attacchi informatici, sanzioni economiche, operazioni di intelligence, influenza elettorale, utilizzo di attori civili e unità militari“.
Le posizioni della NATO
Oltre alla Norvegia e alla Svezia, sulle stesse posizioni si è posta l’Estonia. La settimana scorsa, anche il Servizio di intelligence estero dell’Estonia ha descritto la Russia come “pericolosa nonostante la sua incompetenza” nella sua revisione annuale.
L’analisi estone, tuttavia, ha anche messo in guardia dal “panico”, affermando di non vedere alcuna prova che la Russia intenda attaccare l’Estonia o la NATO nel prossimo anno. Ha inoltre previsto che sia improbabile che lo faccia nel prossimo futuro, date le misure di Difesa rafforzate dell’Europa. Il tutto, nonostante siano aumentate le produzioni russe di artiglieria.
Durante una recente riunione, a cui ha partecipato POLITICO, un alto funzionario della NATO ha ribadito questa posizione. L’alto funzionario ha affermato in tal senso: “Ciò che ci protegge è la forza dell’alleanza e la fiducia che noi e la Russia riponiamo nell’articolo 5. Questo, insieme agli impegni dei membri della NATO di aumentare la spesa per la difesa al 3,5% del PIL“.
Poi, ha aggiunto: “Finché continueremo a investire, questo è ciò che ci manterrà dalla parte dell’equazione in cui la Russia non oserebbe intervenire”.
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