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CyberSEC2026, Melillo (Procuratore Antimafia): “Dimensione tecnologica determina la selezione della criminalità”

CyberSEC2026, Melillo (Procuratore Antimafia): “Dimensione tecnologica determina la selezione della criminalità”

“La dimensione tecnologica determina al selezione dei quadri criminali”, l’analisi di Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo durante la quinta edizione del CyberSEC.

Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, durante la quinta edizione della Conferenza Internazionale CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, tenutasi a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia. “La dimensione tecnologica determina al selezione dei quadri criminali”.

“Questi giorni ci aiutano a superare due distorsioni cognitive. Il primo è quel vizio che ci spinge ad accettare solo le informazioni che rafforzano le nostre convinzioni e poi c’è l’optimistic bias, per cui le cose negative non ci riguardano e accadono solo agli altri. Quando si cade in questi due vizi cognitivi si misura quel paradosso secondo cui quando, come i millepiedi, ci si chiede quale ordine seguire poi si inciampa.
Al contrario, noi possiamo invece seguire dei criteri di orientamento, riconoscendo che tra il creare e il regolamentare non c’è contraddizione. Bisogna vedere che da le regole, se i privati o se i limiti sono nei valori fondamenti di una comunità sia questa l’Unione Europea o i suoi Paesi membri”.

Lo ha detto Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, durante la quinta edizione della Conferenza Internazionale CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, tenutasi a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia.

E sugli scenari di guerra: “Ogni giorno le tecnologie aumentano i rischi e gli scenari criminali. Basti pensare alle tecniche dei teatri di guerra che poi si applicano agli scenari commerciali, con i belligeranti che si reinventano”.

“Le nuove tecnologie sono un moltiplicatore delle reti criminali”, aggiunge Melillo, che sottolinea come l’AI generativa sia già ben presente in teatri di guerra, con applicazioni anche commerciali.

Melillo: “Dimensione tecnologica determina selezione criminale”

“La dimensione tecnologica determina al selezione dei quadri criminali”, dice Melillo, con particolare attenzione a criminalità e terrorismo. “L’AI rende impossibile tracciare i flussi di denaro anche per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”, dice il Procuratore nazionale.

Ovviamente tutti questi fattori di rischio accelerano nei bacini di guerra, “bacini sfrenati di sperimentazione di nuove tecnologie”.

Ed è anche per questo che le reti criminali vengono reclutate nei teatri di guerra, e usate a fini militari e dagli eserciti una volta finito il conflitto. “Chi nei vari teatri di guerra sperimenta a fini bellici l’impegno di nuove tecnologie si metterà alla mercé dei migliori offerenti. E questo per tacere della capacità delle reti militari di agire come proxi dei conflitti ibridi”, dice Melillo.

Nelle aree di contiguità delle reti mafiose finiscono di conseguenza le imprese tecnologiche utili per il monitoraggio di aree informative opache. Le organizzazioni mafiose e terroristiche sono parti di centri criminali più complessi, che sono componente anche di un complesso mercato clandestino delle informazioni riservate“.

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