La sovranità digitale non è soltanto una questione tecnologica. Riguarda la competitività industriale, la sicurezza nazionale e il ruolo che l’Italia e l’Europa intendono assumere nel nuovo scenario geopolitico globale.
“Ridurre la dipendenza da tecnologie sviluppate al di fuori dell’Unione europea significa infatti limitare le vulnerabilità rispetto ai rischi cyber, rafforzando al tempo stesso la capacità decisionale e l’autonomia strategica del sistema Paese. Un passaggio fondamentale anche per garantire continuità operativa e sicurezza delle infrastrutture critiche, sempre più esposte a minacce informatiche”, ha dichiarato Alessandra Michelini, Presidente e Amministratore Delegato di Telsy, nel suo intervento alla quinta edizione della Conferenza Internazionale “CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune”, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, in corso a Roma il 4 e 5 marzo 2026 presso la Superiore di Polizia.
Le guerre in corso dimostrano quanto queste tematiche siano diventate centrali, ha spiegato Michelini: “Anche restando sul piano civile, è ormai evidente come attacchi cyber mirati possano compromettere il funzionamento di settori essenziali, dai trasporti all’energia, fino alle reti di comunicazione.
Per questo motivo diventa cruciale sviluppare una governance tecnologica europea e nazionale, che assicuri che le infrastrutture digitali e le soluzioni di sicurezza operino all’interno di una giurisdizione chiara e riconoscibile, garantendo maggiore controllo e affidabilità”.
“La cybersicurezza e la sovranità digitale sono pilastri fondamentali per la tenuta economica e geopolitica del Paese. In un contesto di minacce e obblighi normativi in continua evoluzione, Telsy e il Gruppo TIM sono in prima linea nel garantire ad aziende e Istituzioni tecnologie e competenze a piena governance nazionale. La filiera italiana della sicurezza è un asset strategico da sostenere: è anche il messaggio che emerge con chiarezza da appuntamenti come CyberSEC 2026, dove istituzioni, mondo politico e operatori del settore tornano ogni anno a confrontarsi su queste sfide“, ha spiegato Michelini.
Il ruolo decisivo delle competenze
In questo contesto, nonostante il rapido progresso delle tecnologie, “il fattore umano resta centrale nella difesa informatica. Le competenze specialistiche rappresentano infatti uno degli strumenti più efficaci per contrastare il cybercrime”.
Diventa quindi indispensabile “investire in formazione continua e di qualità, coinvolgendo imprese, istituzioni e organismi di settore per sviluppare nuove professionalità e mantenere aggiornate quelle esistenti. Solo attraverso un aggiornamento costante delle competenze sarà possibile anticipare le minacce e ridurre gli impatti degli attacchi informatici”, ha precisato Michelini.

L’automazione e l’AI nella difesa cyber
Parallelamente, ha aggiunto Michelini, “l’innovazione tecnologica sta trasformando profondamente il modo in cui vengono gestite le attività di cybersecurity. L’automazione, supportata dall’intelligenza artificiale, sta moltiplicando le capacità di difesa delle organizzazioni“.
In particolare, ha proseguito Michelini, “la combinazione tra Large Language Model (LLM) e tecniche avanzate di threat intelligence consente oggi di migliorare significativamente le attività di prevenzione e analisi delle minacce.
All’interno dei Security Operation Center (SOC) queste tecnologie permettono di gestire e analizzare grandi quantità di dati in tempi molto più rapidi, offrendo risposte più precise e tempestive agli incidenti di sicurezza“.
Un patrimonio di competenze da valorizzare
“L’esperienza maturata negli ultimi decenni rappresenta un asset importante per rafforzare la resilienza digitale del Paese. Da oltre cinquant’anni diverse realtà industriali lavorano a fianco di governi, agenzie e istituzioni per proteggere comunicazioni sensibili e infrastrutture strategiche.
Oggi questo patrimonio di competenze viene messo sempre più a disposizione anche del mondo delle imprese e della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento della postura cyber nazionale“, ha detto Michelini.
L’Italia, del resto, può contare su un ecosistema di eccellenze che coinvolge aziende, università e centri di ricerca, “un patrimonio di conoscenze che rappresenta una risorsa strategica. Investire nella sua valorizzazione significa non solo migliorare la sicurezza informatica, ma anche rafforzare la capacità del Paese di competere nella nuova economia digitale“, ha precisato Michelini.
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