Ecco le prime tecnologie in fase di sviluppo, grazie al ruolo del PNS, per alimentare la competitività industriale nazionale nell’ambiente sottomarino e la protezione delle infrastrutture critiche subacquee. I primi risultati ottenuti grazie alla cooperazione tra imprese, università e centri di ricerca sono attesi per il 2026. Ieri una delegazione della Commissione Trasporti della Camera in missione conoscitiva al Polo.
Cos’è il Polo Nazionale della dimensione Subacquea?
Istituito nel mese di ottobre 2023 e inaugurato il 12 dicembre 2023, discendendo dalla legge di bilancio 2023 e con Decreto del Ministro della Difesa, firmato anche dal Ministro dell’Università e della Ricerca e dal Ministro per l’impresa e il Made in Italy, il Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS) ha ormai festeggiato il suo secondo anniversario di attività.
Situato a La Spezia, esso rappresenta un’intuizione dalla spiccata natura intergovernativa nata al fine di promuovere, agevolare e coordinare la cooperazione tra eccellenze pubbliche e private italiane per potenziare la ricerca tecnico-scientifica tecnologica e incrementare la competitività dell’industria nazionale nel settore della subacquea.
Qual è la rilevanza strategica dello spazio subacqueo?
Quando si parla del mondo subacqueo, occorre tenere a mente che pur ricoprendo il 71% della superficie del nostro pianeta e nonostante la presenza sempre più pervasiva dell’uomo in questa dimensione, i fondali rimangono per l’80% ancora inesplorati e sconosciuti, e sono scientificamente cartografati solo per il 2%.
Malgrado ciò, sotto il mare si celano infrastrutture energetiche, riserve naturali, terre rare e biodiversità, oltre che fenomeni in grado incidere sul clima. Sotto il pelo dell’acqua viaggia il 98% delle telecomunicazioni digitali, sono presenti 552 cavi sottomarini che percorrono oltre 1,4 milioni di chilometri.
Come ribadito dall’ex Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Enrico Credendino, nel 2023 sono passate un trilione di transazioni digitali per un valore stimato di 10 trilioni di dollari. Si calcola che nel 2027 le transazioni saranno più di 2 trilioni con un valore stimato di più di 15 trilioni di dollari, con una crescita del 12% annuo dei Data center subacquei.
La priorità nazionale, alla luce di questo scenario, è sviluppare capacità per proteggere, preservare e valorizzare questo ambiente, da cui dipendono i servizi, le economie e la sicurezza delle società contemporanee.
Quali sono gli obiettivi del Polo Nazionale della dimensione Subacquea?
Tra gli obiettivi cardine del PNS configurano dunque lo sviluppo di una vera e propria sovranità tecnologica nazionale e l’incremento della competitività dell’industria di settore, l’accesso alle risorse attualmente non raggiungibili e la difesa delle infrastrutture critiche subacquee.
Affinché questo avvenga, ci si propone di individuare gli attuali gap tecnologici esistenti, di cercare soluzioni che valorizzino le capacità dell’industria nazionale, dei centri di ricerca e delle università, di promuovere progetti di ricerca e sviluppo, di favorire l’aggregazione delle realtà industriali e, infine, stimolare l’impulso alla sperimentazione.
Quali sono i progetti del Polo Nazionale della dimensione Subacquea?
In questi due anni di attività, il PNS ha avviato complessivamente ben 18 progetti di ricerca per la realizzazione di assetti, ovvero mezzi e sistemi operativi, in grado di accedere e operare nell’ambiente sottomarino.
Lo scorso 10 settembre, con la chiusura del termine entro cui presentare le proposte progettuali relative al terzo batch di bandi aperto a marzo, sono state registrate 72 richieste di partecipazione, con un totale di 165 operatori economici, di cui 12 grandi imprese, 110 piccole e medie imprese e 43 università e centri di ricerca.
Inoltre, il Polo ha significativamente ampliato il proprio ecosistema: 124 dei soggetti partecipanti sono nuove realtà (composte da: 7 grandi imprese, 87 piccole e medie imprese e 30 centri di ricerca e università). Si può affermare che il PNS, in appena due anni di vita, ha più che raddoppiato il numero delle realtà industriali e accademiche coinvolte, volando da un ecosistema di 119 operatori economici ai 251 attuali.
Tra queste, è possibile trovare: Civitanavi Systems, Elettronica S.p.A., EOSS, Fincantieri S.p.A., GEM elettronica S.r.l., Intecs S.p.A., Leonardo S.p.A., MBDA Italia S.p.A., SAIPEM S.p.A., SestoSensor, Telecom Italia Sparkle S.p.A, Infibra Technologies S.r.l.., Ecodrone S.r.l., FlySight S.r.l., Leonardo Sistemi Integrati S.r.l., Graal tech S.r.l., WSense S.r.l., TECNAV Systems S.r.l, Politecnico di Torino, Sapienza Università di Roma – Nodo I.S.M.E., Università di Pisa, Università degli Studi di Genova, e molte altre.
Il Batch 3 comprende 10 progetti di ricerca e sviluppo tecnico-scientifici. Per tre di questi è previsto un importo medio di 10 milioni di euro ciascuno, per i quali è programmato il co-finanziamento al 50%, per due di questi è attesto un importo di 5 e 6 milioni di euro ciascuno con un co-finanziamento al 50%, mentre per i restanti progetti l’importo previsto è di 1, 2 e 4 milioni di euro, anch’essi co-finanziati al 50%.
Questi comprendono lo sviluppo di un sonar ad apertura sintetica, di un propulsore innovativo, lo studio e lo sviluppo di effettori per scenari subacquei, di materiali resistenti per ambienti estremi e di tecniche di identificazione lidar subacqueo (light detection and ranging) per l’imaging ottico.

A questi si aggiungono poi altri 5 progetti aperti settoriali unsolicited, ovvero progetti senza un tema predefinito con lo scopo di indagare sia su tecnologie completamente innovative sia su idee che consolidino e perfezionino soluzioni già in atto.
Gli obiettivi cardine sui quali si concentrano questi bandi sono la sovranità tecnologica e la competitività industriale nazionale nell’ambiente sottomarino e la protezione delle infrastrutture critiche subacquee.
Con i progetti avviati, il PNS lavora su un doppio binario di priorità tecnologiche: da un lato l’infrastruttura di rete sottomarina, dall’altro un veicolo autonomo multimissione per operazioni a profondità elevate. I primi risultati ottenuti grazie alla cooperazione tra imprese, università e centri di ricerca sono attesi per il 2026.
Il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea come catalizzatore di sinergie
L’interesse sempre maggiore per l’ambiente subacqueo deve fare i conti con l’intrinseca e naturale ostilità delle profondità dei mari e con le limitate tecnologie a disposizione. La subacquea e l’innovazione tecnologica camminano – e dovranno continuare a procedere – in simbiosi. Il Polo Nazionale della dimensione Subacquea, con questo ultimo lotto di bandi, consolida e conferma il suo ruolo di pilastro e di hub strategico dell’innovazione subacquea, costituendo un catalizzatore di eccellenze affinché si possa passare dalla teoria alla pratica.
In un contesto internazionale caratterizzato da sfide geopolitiche, da minacce quotidiane alla sicurezza nazionale e da una crescente competizione tecnologica, lo sviluppo di capacità indipendenti, autonome e all’avanguardia risulta urgente e necessario per l’Italia. Operare e innovare nel settore dell’Underwater non può avvenire per compartimenti stagni.
Al contrario, si deve realizzare catturando le spinte propulsive dei diversi attori capaci di stimolare la ricerca, la sperimentazione e lo sviluppo.
In questo senso, il PNS rappresenta un modello virtuoso del Sistema Paese, adatto ad aggregare istituzioni, grandi, piccole e medie imprese, mondo accademico e centri di ricerca, non solo per rafforzare la posizione tecnologica e specialistica italiana, ma anche per promuovere una necessaria consapevolezza della centralità della dimensione subacquea e del suo valore.
Deidda (Presidente della Commissione Trasporti della Camera): “Il Polo una vera eccellenza e il DDL Musumeci sarà approvato entro dicembre”.
Ieri, l’Onorevole Deidda, in qualità di Presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha guidato in missione conoscitiva presso il Polo Nazionale della dimensione Subacquea una delegazione composta dai deputati Maria Grazia Frijia (Fratelli d’Italia) Pandolfo (PD), Bagnasco (FI), Traversi (M5S), Pastorino (Misto) e Pastorella (AZ).
Deidda ha espresso: “Il Polo Nazionale della dimensione Subacquea è una vera eccellenza ed è un piacere, che abbiamo condiviso con la Roberta Pinotti ricordando come questo progetto sia nato nella scorsa legislatura nelle rispettive Commissioni Difese di cui eravamo componenti attivi, concretizzato e dandogli gambe e risorse per crescere e correre”.
Il programma è stato accuratamente scelto ed era mirato alla conoscenza delle infrastrutture e dei progetti legati al Polo Nazionale della Subacquea, al confronto diretto con le realtà imprenditoriali e i centri di ricerca del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine – Polo DLTM, all’incontro in Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale per discutere le implicazioni logistiche e di sicurezza, e alla chiusura presso il prestigioso Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei” della Marina Militare.
Deidda ha poi concluso: “Stiamo lavorando per una normativa all’avanguardia, fondamentale per la sicurezza e lo sviluppo futuro del Paese in questo ambito strategico e l’approveremo entro dicembre. Il DDL Musumeci è un passo verso l’armonizzazione e il rafforzamento della disciplina del lavoro subacqueo professionale in Italia, elevando gli standard di sicurezza e riconoscendo ufficialmente il ruolo strategico degli Operatori Tecnici Subacquei”.
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