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Polonia, sventato un attacco cyber contro il centro di ricerca nucleare

Polonia, sventato un attacco cyber contro il centro di ricerca nucleare

Le prime indagini ci conducono all’Iran, ha affermato il ministro per gli Affari Digitali Krzysztof Gawkowski.

La Polonia ha sventato un attacco cyber contro il Centro Nazionale per la Ricerca Nucleare. Dalle prime indagini è emerso un possibile coinvolgimento dell’Iran, che dall’inizio della guerra sta scatenando diverse rappresaglie nel cyberspazio. Il polo si trova Otwock (ad una quarantina di chilometri a Sud-Est di Varsavia) e svolge unicamente compiti di analisi, non possedendo la Polonia proprie armi nucleari.

ll ministro per gli Affari Digitali Krzysztof Gawkowski ha dichiarato al TVN24+: “L’attacco potrebbe non essere stato su vasta scala, ma c’è stato un tentativo di violare la sicurezza che è stato sventato. I servizi competenti stanno già lavorando“.

E sui possibili responsabili: “Le prime identificazioni dei vettori di ingresso sono legate all’Iran. Quando ci saranno informazioni definitive e i servizi le avranno verificate, le confermeremo. Ci sono però molte indicazioni che l’attacco sia avvenuto sul territorio iraniano“.

Tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato correttamente

Il centro nucleare ha informato che “tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato secondo le procedure”. Il direttore del centro, Jakub Kupecki ha spiegato: “Un reattore sta operando in modo sicuro e regolare a piena potenza. I servizi di cybersicurezza polacchi e il ministero dell’Energia stanno lavorando insieme alla struttura“.

Il ministro Gawkowski, però, ha aggiunto che gli hacker criminali potrebbero anche aver utilizzato indicatori che collegano l’attacco all’Iran nel tentativo di nascondere la loro reale origine. Il P

Il monito dell’Europol

La guerra in Iran e l’escalation in Asia Occidentale avranno delle ripercussioni sul cyberspazio, ha sottolineato l’Europol, “con rischi per la sicurezza dell’Unione Europea“. Il conflitto in corso “sta influenzando direttamente il panorama della sicurezza interna dell’Europa“.

Le agenzie occidentali di cybersicurezza e di intelligence hanno per questo avvertito le infrastrutture critiche di rimanere “in stato di massima allerta“.

I rischi cyber per il settore energetico

Alla fine del dicembre scorso, la Polonia ha subìto un tentativo di attacco cyber su larga scala, con accuse nei confronti della Russia. Si evidenzia, dunque, la particolare esposizione del sistema energetico polacco rispetto a tali minacce.

I casi hanno nuovamente spostato le attenzioni degli addetti sui rischi cibernetici per il settore dell’energia. Col tempo, infatti, le tradizionali infrastrutture energetiche si sono evolute, diventando progressivamente più connesse grazie alle moderne tecnologie e reti digitali.

Un sistema energetico “sempre più intelligente” può infatti svolgere attività di produzione, distribuzione e relative al mercato con maggiore precisione e tempi di risposta più rapidi. Tuttavia, oleodotti, gasdotti, e in generale le infrastrutture dedite alla distribuzione di idrocarburi tanto allo stato liquido quanto a quello gassoso posseggono non poche criticità.

Criticità, che le espongono a potenziali sabotaggi informatici. Tale condizione costituisce un fattore di rischio per la sicurezza delle forniture energetiche e conseguentemente, per quella di milioni di consumatori e famiglie.

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