I conflitti sono un rischio per la sicurezza dei cavi sottomarini del Mar Rosso ma le alternative restano fino a sei volte più costose.
Le crisi internazionali stanno cambiando la geografia dei cavi sottomarini, mettendo a rischio la sicurezza – e dunque la stabilità – del Mar Rosso. Quest’ultimo connette il Mar Mediterraneo (Europa e Africa) con l’Indo-Pacifico. Non solo per le merci, ma ovviamente anche per i dati e le informazioni, transitando qui più del 20% del traffico Internet mondiale.
Migliaia di chilometri di cavi sottomarini convogliavano fino al 95% del traffico dati tra Asia ed Europa, garantendo latenza ridotta e costi contenuti. Oggi quella centralità è in discussione, moltiplicandosi i rischi giornalmente. Gli attacchi degli Houthi, l’instabilità nel Golfo Persico, l’escalation legata al conflitto in Iran sono i principali motivi di questa svolta.
Il risultato è una crisi che non riguarda solo l’infrastruttura fisica, ma soprattutto la capacità di manutenzione e ripristino. In effetti, queste attività necessitano di tempi lunghi, a maggior ragione considerando le guerre in corso. Le alternative, che pure esistono, appaiono ancora costose.
Un settore in grande espansione
Quello dei cavi sottomarini è un settore strategico (trasportano più del 99% del traffico dati intercontinentale), nonché un mercato in grande espansione. Dalle stime più recenti, infatti, dovrebbe crescere fino ad un valore economico da 59,3 miliardi di dollari entro il 2032.
Il valore dei cavi ha creato una nuova competizione economica, con tutte le grandi compagnie – Google, Meta, Amazon, Microsoft – direttamente impegnate. Il Comitato internazionale per la protezione dei cavi ha spiegato che ci sono circa 1,7milioni di chilometri di cavi sottomarini. Dall’altro lato, però, ha anche aggiunto che si verificano tra i 150 e i 200 incidenti all’anno.
Eppure, gli investimenti in nuovi progetti potrebbero raggiungere a livello mondiale circa 13miliardi di dollari già tra il 2025 e il 2027. Secondo le analisi TeleGeography tale voce di spesa raddoppierà rispetto al biennio 2022-2024.
Il sostegno all’espansione del settore è dovuto alla domanda di infrastrutture subacquee in crescita. Il tutto, grazie dell’accelerazione nello sviluppo di nuovi modelli di intelligenza artificiale (AI) ad alta intensità di calcolo e di nuova connettività legata ai data center.
Le rotte alternative sono più complesse
Nei decenni si è affermato un modello preciso. Rotte corte, costi bassi e passaggio attraverso acque internazionali. L’Egitto, snodo tra Mar Rosso e Mediterraneo, è diventato un hub strategico, arrivando a incassare circa il 10% delle entrate nazionali delle telecomunicazioni dai diritti di transito.
Nonostante il settore stia accelerando sulla diversificazione, le soluzioni appaiono “non prive di criticità“. L’instabilità internazionale, in effetti, comporta la perdita di competitiva anche per una soluzione potenzialmente efficiente come il passaggio via Israele. In ogni caso, secondo analisti ed esperti, le possibili soluzioni alternative sono:
- Arabia Saudita (via terra): il progetto SEA-ME-WE 6 ha scelto un attraversamento terrestre tra Bahrain e Jeddah. Soluzione più sicura, ma con costi infrastrutturali elevati.
- Oman come hub emergente: sempre più operatori vedono nell’Oman il punto di ingresso per collegamenti dall’India, con attraversamento terrestre verso il Mediterraneo.
- Rotta Kuwait–Giordania–Israele (Google): i grandi hyperscaler, come Google, sono disposti a gestire il rischio geopolitico per ottenere efficienza economica.
- Iran e Iraq: percorsi tecnicamente possibili ma penalizzati da instabilità politica e costi.
Questione di tempistiche
Tenendo conto dei rischi del momento, è evidente che “la concentrazione geografica non è più sostenibile per infrastrutture critiche“. Il settore si sta orientando verso maggiore ridondanza delle rotte, diversificazione geografica, nuovi modelli di risk management e assicurazione. Sono sempre più coinvolti direttamente gli hyperscaler nelle infrastrutture.
La “nuova mappa” di Internet è già in costruzione, ma sotto missili e droni bomba. “Sarà più costosa, più complessa e inevitabilmente sottoposta a continue tensioni geopolitiche“.
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