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“Euro Eyes”, la Germania propone un’intelligence europea

“Euro Eyes”, la Germania propone un’intelligence europea

Dalla Germania, la proposta di formare una rete di intelligence europea per non dipendere più dagli Usa in un contesto di crescente incertezza.

Abbiamo bisogno di un formato di cooperazione europea in materia di intelligence, chiamiamolo ‘Euro Eyes’. Solo così potremmo garantire che i Paesi più forti possano scambiarsi informazioni in modo rapido e sicuro, su basi giuridiche chiare“.

Lo ha detto a POLITICO Konstantin von Notz, capo della commissione parlamentare tedesca per il controllo dei servizi segreti presentando questa iniziativa. Secondo lui, infatti, Berlino e i suoi alleati europei dovrebbero istituire una propria rete di condivisione delle informazioni. “Non c’è altra via, se non accrescere in futuro le capacità dei servizi di informazione“, ha aggiunto von Notz.

La proposta, condivisa dai massimi esperti di intelligence del Bundestag, è anche un monito. “L’Europa non può fare affidamento sulle informazioni che forniscono gli Usa in un contesto di crescente incertezza“.

I legami con gli Usa

Mai come nelle ultime settimane, in Germania il tema dei servizi informativi è al centro del dibattito pubblico. Due fondamentalmente le necessità. Una estera, ossia avere maggiore autonomia dagli Usa. L’altra, “interna“, è quella migliorare tutto il comparto cyber, dal monitoraggio al contrattacco (hack back).

Il problema, però, tornando alla rete di intelligence europea resta proprio il legame con Washington. Le agenzie di sicurezza tedesche, per esempio, dipendono da tempo dai servizi segreti statunitensi per monitorare minacce terroristiche, attacchi informatici e attività di spionaggio.

Konstantin von Notz ha presentato il progetto in un momento in cui le divergenze nella condivisione delle informazioni tra gli Usa e i loro alleati stanno destando allarme a Berlino.

La decisione della CIA di sospendere lo scambio di informazioni con l’Ucraina (come ha confermato il Direttore John Ratcliffe) ha acuito i timori che restrizioni simili possano estendersi alla Germania. In questo senso, per la sicurezza dell’Europa i rischi si moltiplicherebbero notevolmente.

Si tratta di un cambiamento di paradigma che ci colpirebbe duramente”, ha dichiarato, sempre a POLITICO Roderich Kiesewetter, Vice Presidente della commissione di controllo del Bundestag. “Da decenni facciamo affidamento sulle capacità di intelligence degli Usa. Se ci venissero tolte, dovremmo sviluppare rapidamente strutture alternative”.

Kiesewetter ha avvertito che, senza l’accesso alle informazioni dei servizi segreti statunitensi, la Germania potrebbe perdere preallarmi cruciali.

I vantaggi della cooperazione

La proposta di “Euro Eyes” riflette una tendenza più ampia nell’Unione Europea, verso una maggiore cooperazione in materia di intelligence a livello interno.

Tra i possibili modelli da studiare, von Notz ha suggerito di approfondire i legami con la cosiddetta alleanza Five Eyes. Si tratta di una collaborazione per condividere informazioni che hanno stretto Uk, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Usa.

L’idea però, ha ribadito l’esponente dei Verdi, è che i Paesi europei dovrebbero costruire un proprio sistema di condivisione delle informazioni. Solo così potrebbero riflettere loro specifiche esigenze di sicurezza e vulnerabilità.

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