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Fincantieri, come i droni proteggono l’Underwater

Fincantieri, come i droni proteggono l’Underwater

Come l’azienda italiana consolida il ruolo di protagonista nella dimensione Subacquea con il progetto “DEEP”, tra difesa delle infrastrutture critiche, tutela dell’ambiente e tecnologie dual-use.

Mentre il settore dell’Underwater emerge come un vero e proprio nuovo dominio geopolitico globale, rinnovate esigenze di sicurezza e tecnologie d’avanguardia sono richieste come mai prima.

Fincantieri si propone come attore centrale in grado di offrire soluzioni ad hoc, dimostrando competenza in diversi campi e un approccio olistico consapevole della vasta gamma di urgenze. Dalla Difesa (mine, sottomarini o guerre per i fondali marini), allo sviluppo di tecnologie dual-use (per la sorveglianza, il pattugliamento e il monitoraggio), fino al mondo civile (costruzione, riparazione, manutenzione, estrazione mineraria in acque profonde e acquacoltura).

Consolidare l’Underwater

All’interno del percorso di consolidamento della strategia per l’Underwater di Fincantieri, si colloca il lancio del primo sistema integrato di droni subacquei, avvenuto lo scorso ottobre.

Il progetto DEEP è stato avviato ufficialmente presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale della Spezia (CSSN) alla presenza del Sottosegretario di Stato per la Difesa, On. Matteo Perego di Cremnago, dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, del Sindaco della Città della Spezia, Pierluigi Peracchini, del Capo di Gabinetto della Regione Liguria, Massimiliano Nannini, dell’ex Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino, del Presidente della Fondazione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, Sen. Roberta Pinotti.

Per Fincantieri, erano presenti anche il Presidente, Biagio Mazzotta, il Direttore della Divisione Navi Militari, Eugenio Santagata e l’Executive Vice President Underwater, Gabriele Maria Cafaro.

Cos’è DEEP?

Il sistema DEEP (acronimo diDynamic Ecosystem for Enhanced Performance) costituisce una tecnologia all’avanguardia. Si tratta di una soluzione integrata per la protezione, lo sviluppo e il mantenimento sia di infrastrutture critiche subacquee che delle aree portuali.

La caratteristica fondamentale di questo sistema è la versatilità. Infatti è stato concepito con un carattere duale, ovvero in grado di soddisfare esigenze non solo civili, ma anche militari legate alla difesa e alla sicurezza dello spazio subacqueo nazionale. Può dunque essere impiegato in attività non solo di tutela ambientale, ma anche di monitoraggio e protezione delle infrastrutture.

Allo stesso tempo, può essere in grado di offrire supporto operativo. Tale spiccata adattabilità risulta fondamentale per poter operare nei più disparati ed eterogenei contesti.

Pierroberto Folgieri ha dichiarato: “La grande novità è un’innovazione fast track sulle soluzioni per la protezione delle infrastrutture subacquee, un ambito storicamente sottovalutato che oggi costituisce, in mare, una forma di guerra ibrida molto attuale e particolarmente avvertita nel Mar Baltico, ma anche nel Mar Mediterraneo — il bacino più congestionato per la presenza di infrastrutture critiche — e nel Mar Nero”.

Ha poi continuato: “La protezione delle infrastrutture subacquee è un esempio perfetto di utilizzo duale delle tecnologie perché è volta a risolvere il problema della sicurezza per tutti i proprietari di infrastrutture subacquee”.

Il progetto, dunque, nato nell’ambito della difesa, con la possibilità di validare queste tecnologie con la Marina, è pensato anche per allargarsi alle adiacenze ibride e civili.

Quali sono le funzioni di DEEP?

DEEP è un “sistema di sistemi” modulare, scalabile e cyber-sicuro. Sono quattro le componenti chiave:

  • una barriera acustica (Early Warning Sysyem – EWS) in grado di rilevare eventuali minacce presenti nel volume di acqua che si sta sorvegliando, di indicarne la posizione e segnalarne la presenza, come fosse un sistema di allarme. Questa tecnologia si basa su sensori idrofobici in fibra ottica, ed è utilizzabile fino a 100 km di distanza dall’asset che si intende proteggere.
  • Una squadra di droni subacquei autonomi (AUV) il cui compito è di riconoscere le anomalie e le potenziali minacce, e mappare sia il fondale che l’infrastruttura subacquea. Questi veicoli dispongono di sensori acustici, ottici e ambientali, oltre che essere dotati di capacità di calcolo in tempo reale.
  • Il software di comando e controllo (Underwater Management System – UMS) il quale integra e unisce tutti i dati raccolti dai sensori e dai droni, in modo da permettere una efficace ed efficiente gestione della soluzione da attuare.
  • Un sistema basato sull’IA di analisi e riconoscimenti dei dati, in grado di elaborare rapidamente e accuratamente le immagini e gli elementi presenti sul fondale marino.

Il sistema DEEP garantisce una sorveglianza 24/7 in tempo reale attraverso il rilevamento passivo delle attività sottomarine sospette, consentendo di attivare risposte automatizzate o gestite dagli operatori grazie al software di comando e controllo.

A seconda delle regole di ingaggio, i droni subacquei autonomi possono essere impiegati per tracciare, identificare e addirittura neutralizzare gli intrusi. Allo stesso tempo, il loro impiego può avvenire per condurre ispezioni ambientali, mappare i fondali, monitorare gli habitat subacquei e compiere valutazioni dei rischi di inquinamento.

Qual è il ruolo dell’Italia e di Fincantieri nello sviluppo del settore subacqueo?

A proposito di questo elevato livello di tecnologie sviluppate, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha commentato: “DEEP è la dimostrazione concreta della nostra capacità di spingere sempre più in profondità i confini dell’innovazione. Abbiamo validato un sistema integrato di droni subacquei unmanned che rappresenta una soluzione innovativa e concreta al tema della protezione delle infrastrutture critiche utilizzando le migliori tecnologie disponibili. Questo risultato è frutto del lavoro di una filiera industriale d’eccellenza che ci consente di anticipare le esigenze del mercato e posizionarci per il futuro”.

Ha poi concluso: “Siamo orgogliosi di guidare tale trasformazione che contribuisce fattivamente al tema della sicurezza, della crescita, della competitività e della autonomia tecnologica del sistema Paese, oltre a proiettarci nella leadership globale nell’underwater economy”.

Il commento del sottosegretario di Stato per la Difesa, Matteo Perego di Cremnago, ha sottolineato la crescente importanza strategica ed economica del mondo sottomarino: “L’Italia vede nell’Underwater una possibilità di sviluppo non soltanto in termini di sicurezza, ma anche economici”. La dimensione subacquea costituisce ormai un dominio capitale per la sicurezza, l’energia, le comunicazioni e il monitoraggio ambientale.

A tal proposito, in passato, Folgiero ha dichiarato: “Il consolidarsi di una domanda trasversale nei settori della difesa, del dual-use e delle applicazioni civili rende la subacquea una priorità strategica per governi e industrie. La traiettoria è tracciata: rafforzare le capacità critiche, guidare l’evoluzione del settore e contribuire, con responsabilità e ambizione, alla costruzione dell’ecosistema subacqueo del futuro”.

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