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“Predatorgate”, il creatore dello spyware farà appello contro il tribunale di Atene

“Predatorgate”, il creatore dello spyware farà appello contro il tribunale di Atene

Tal Dilian, fondatore di Intellexa e creatore dello spyware Predator, ricorrerà in appello contro il tribunale di Atene che lo ha condannato per il caso di cyberspionaggio noto come “Predatorgate”.

Predatorgate“, il caso di cyberspionaggio che ha scosso la Grecia per le intercettazioni illegali di politici e giornalisti tra il 2020 e il 2022, si arricchirà di un altro capitolo. Tal Dilian, il più importante dei quattro imputati, ha infatti deciso di ricorrere in appello contro il tribunale di Atene che lo ha condannato.

Fondatore della società di sorveglianza Intellexa di cui fa parte Cytrox, sviluppatore dello spyware Predator, Dilian ha ricevuto a febbraio una condanna a 126 anni e otto mesi di carcere. Stessa pena per gli altri tre soggetti coinvolti. Il suo socio in affari Sara Hamou, Felix Bitzios, già Vice-Amministratore di Intellexa e Yiannis Lavranos, proprietario di Kriel, azienda che avrebbe acquistato il software malevolo.

In ogni caso, per la natura dei reati commessi la pena effettiva sarà di otto anni. Le stesse sentenze erano state comunque sospese in attesa del processo d’appello.

Una “Watergate greca

Tra il 2020 e il 2022, in Grecia, decine di giornalisti e politici sono caduti nella trappola dello spyware Predator. Il software riesce ad ingannare le vittime con “un semplice messaggio” portandole a cliccare in link dannoso. Una volta che si è infiltrato nei dispositivi, sia iPhone che Android, ruba log delle chiamate, messaggi di testo, email e dati sulla posizione.

Il primo cittadino greco a denunciare, nel 2022, è stato il giornalista investigativo Thanasis Koukakis. Dopo di lui, Nikos Androulakis, capo del Movimento Socialista Panellenico (PASOK), allora eurodeputato. Entrambi hanno scoperto di essere stati spiati con due diverse modalità.

In un primo caso, da sconosciuti, con Predator e nell’altro tramite “i metodi tradizionali” dai Servizi segreti greci, per motivi ignoti. Da allora le indagini hanno coinvolto tutta l’Europa, mettendo in luce un sistema ben avviato.

Dilian: “Non diventerò il capro espiatorio”

In Grecia la questione ha riguardato direttamente le alte sfere governative e il Primo ministro Kyriakos Mītsotakīs, capo del Governo di Atene 8 luglio 2019 al 25 maggio 2023 e di nuovo dal 26 giugno 2023.

Emersi i primi dettagli del caso, molti alti funzionari governativi, tra cui il capo dell’agenzia nazionale di intelligence e un importante collaboratore di Mitsotakis si sono dimessi. Tuttavia, nei loro confronti non è arrivata alcuna condanna in relazione a questo è avvenuto.

Proprio per questo i critici del Governo Mitsotakis lo hanno accusato di aver “autorizzato gli attacchi“, cercando poi di coprirli.

Al contempo, in una dichiarazione che la Reuters ha reso pubblica per la prima volta mercoledì scorso, Dilian ha affermato che non si renderà “capro espiatorio”. Sempre alla Reuters il fondatore di Intellexa ha dichiarato: “Credo che una condanna senza prove non sia giustizia. Potrebbe far parte di una copertura e addirittura rappresentare un crimine”.

Dilian, inoltre (anche sotto sanzioni statunitensi l’impiego negli Usa di Predator per spiare giornalisti e funzionari) ha spiegato la modalità di vendita di questo software. In tali termini: “Tecnologie di sorveglianza come Predator si vendono normalmente solo ai Governi, che sono responsabili del loro utilizzo legale“.

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