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Spyware, l’ICE impiega Paragon per “il contrasto al narcotraffico”

Spyware, l’ICE impiega Paragon per “il contrasto al narcotraffico”

L’impiego dello spyware serve “per contrastare il narcotraffico“.

L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha acquistato e impiegato lo spyware Paragon per contrastare il narcotraffico. Il software, come si legge in una lettera dell’Agenzia, serve in “risposta alla letalità senza precedenti del fentanil e allo sfruttamento delle piattaforme digitali da parte delle organizzazioni criminali transnazionali“.

Da qui l’approvazione di “acquisto e uso operativo di strumenti tecnologici all’avanguardia che affrontano le sfide specifiche poste dal fiorente sfruttamento delle piattaforme di comunicazione crittografate“. Quella degli “strumenti tecnologici all’avanguardia” è una formula impiegata per inquadrare le operazioni dal punto di vista tecnologico.

La misura è conforme al decreto esecutivo n. 14093, del 27 marzo 2023, “Divieto di utilizzo da parte del Governo Usa di spyware commerciali che comportano rischi per la sicurezza nazionale“. Si certifica così che “l’uso operativo dello strumento in questione non comporta rischi significativi per la sicurezza o il controspionaggio“.

I livelli di operabilità

In particolare, come TechCrunch ha spiegato, la decisione è dell’Homeland Security Investigations (HSI), l’unità investigativa dell’ICE. Istituita nel 2003, la United States Immigration and Customs Enforcement è l’agenzia federale Usa che opera per il controllo delle dogane e dell’immigrazione.

Negli ultimi mesi, però, è stata spesso al centro delle cronache per le tecniche di sorveglianza e le presunte violazioni della privacy. L’impiego della tecnologia, in questo senso, è solo una delle sfaccettatura del problema.

Nel 2024 l’ICE aveva firmato un contratto con Paragon Solutions. L’accordo, però, era stato immediatamente sospeso dall’Amministrazione Biden.

Il motivo era la necessaria verifica per capire se l’accordo fosse conforme all’ordine esecutivo che vieta alle agenzie statunitensi di utilizzare spyware. I quali potrebbero trovare impiego “per prendere di mira cittadini americani all’estero o violare i diritti umani“.

Nel settembre 2025, l’ICE ha revocato il blocco e riattivato il contratto. Fino ad ora, tuttavia, non era chiaro se l’ICE avesse pianificato di utilizzare lo spyware di Paragon.

Summer Lee (Camera dei Rappresentanti, Partito Democratico): “Negli Usa, l’ICE usa tecnologie di spionaggio invasive all’interno

Interpellata nel merito, la Deputata Democratica Summer Lee (che aveva chiesto informazioni all’ICE), ha dichiarato: “L’ICE sta procedendo con l’uso di tecnologie di spionaggio invasive all’interno negli Usa“.

La Deputata ha aggiunto: “Anziché rispondere alle gravi preoccupazioni in materia di diritti costituzionali e civili che abbiamo sollevato, il DHS chiede al pubblico di accettare vaghe rassicurazioni e giustificazioni. Tutte basate sulla paura“.

E ancora: “Le persone più a rischio, tra cui gli immigrati, le comunità di colore, i giornalisti, gli attivisti e chiunque denunci gli abusi del governo, meritano di più che segretezza. In particolare, da un’agenzia con una lunga storia di eccessi e abusi“.

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