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Cybersicurezza, il Giappone istituisce una task force per il sistema finanziario

Cybersicurezza, il Giappone istituisce una task force per il sistema finanziario

I rischi cyber e le vulnerabilità dell’AI hanno spinto i vertici finanziari del Giappone ad istituire una task force in materia.

Dalla riunione dello scorso venerdì è arrivata una decisione che può riscrivere l’orizzonte cyber del Giappone, una task force in materia per il sistema finanziario. In questo senso, il ministro delle Finanze Satsuki Katayama si è detto a più riprese “preoccupato“. In particolare, per le “potenziali vulnerabilità connesse al modello di AI Mythos di Anthropic

La decisione, sottolinea la Reuters, è stata concordata nel corso della riunione in cui hanno partecipato l’Agenzia dei servizi finanziari, la Banca del Giappone, l’Ufficio nazionale per la sicurezza informatica. Con loro, i rappresentanti delle tre principali banche del Paese e il Japan Exchange Group.

Ho spiegato durante l’incontro che si tratta di una crisi già alle porte, tanto che lo stesso settore finanziario ha espresso preoccupazioni simili“, ha affermato il ministro.

Cybersicurezza e fiducia degli investitori

Katayama, inoltre, ha ribadito che l’elevato livello di interconnessione del sistema finanziario e le operazioni in tempo reale fanno sì che i problemi possano diffondersi più rapidamente. Il tutto, rispetto ad altri settori.

Per questo motivo, un attacco informatico può immediatamente provocare turbolenze di mercato e minare la fiducia”, ha sottolineato il ministro giapponese. La scelta del Governo di Tokyo segue quella delle autorità di regolamentazione di altri Paesi dell’Asia, Europa e negli Usa. Tutte realtà che “hanno esortato le banche a rivedere le proprie misure di difesa e di preparazione“.

La dimensione del rischio

Progettato per compiti di sicurezza informatica difensiva, le vaste capacità di Mythos hanno suscitato timori riguardo alla minaccia alla sicurezza del software tradizionale. Il tutto, dopo che Anthropic ha dichiarato che un’anteprima aveva scoperto “migliaia di gravi vulnerabilità in ogni principale sistema operativo e browser web”.

Tale capacità, se da un lato può rappresentare un vantaggio per attività di sicurezza difensiva e vulnerability assessment, dall’altro crea “scenari critici in caso di utilizzo da parte di attori malevoli“.

Il rischio è quello di un’accelerazione senza precedenti nelle attività di exploitation. E con loro, sottolineano gli esperti cyber la possibilità di compromettere sistemi informatici, accedere a dati sensibili o colpire infrastrutture critiche con maggiore rapidità ed efficacia rispetto al passato“.

Secondo diversi esperti informatici il modello è in grado di identificare e sfruttare vulnerabilità precedentemente sconosciute più rapidamente di quanto le aziende riescano a ripararle. Da qui, l’accelerazione degli attacchi informatici in settori come quello bancario che si basano su tecnologie complesse, interconnesse e spesso vecchie di decenni.

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