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L’AI cyber accelera: OpenAI prepara GPT-5.5 Cyber, la Casa Bianca frena Anthropic su Mythos

L’AI cyber accelera: OpenAI prepara GPT-5.5 Cyber, la Casa Bianca frena Anthropic su Mythos

Altman annuncia l’accesso controllato al nuovo modello per la difesa cyber mentre Washington blocca l’ampliamento della platea per Mythos, tra timori di sicurezza nazionale e rischio dual use.

OpenAI si prepara a lanciare GPT-5.5 Cyber, definito da Sam Altman un modello di cybersecurity “di frontiera”. L’accesso iniziale sarà limitato ai principali operatori della difesa cyber, con l’obiettivo di supportare rapidamente la protezione di aziende e infrastrutture critiche.

Secondo quanto annunciato da Altman su X, OpenAI intende lavorare con governi, industria e attori dell’ecosistema cyber per definire un modello di “trusted access”, cioè un accesso controllato e riservato a soggetti verificati, evitando che strumenti così potenti possano essere utilizzati anche da attori malevoli.

OpenAI e Anthropic: la sfida è sulla cyber AI

L’annuncio arriva a poche settimane dal lancio di GPT-5.4 Cyber, variante specializzata del modello GPT-5.4 per attività difensive di sicurezza informatica e per sfidare Mythos di Anthropic: modello AI avanzato con capacità cyber così potente che è stato in grado di individuare migliaia di vulnerabilità zero-day – finora sconosciute – in sistemi operativi e browser, alcune risalenti a oltre 25 anni fa. Un risultato che ha attivato immediatamente interlocuzioni urgenti tra istituzioni e grandi operatori, in particolare nel settore finanziario, per mettere in sicurezza le infrastrutture critiche.

Proprio Mythos è finito al centro di un confronto con la Casa Bianca. Secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione statunitense si è opposta al piano di Anthropic di estendere l’accesso al modello ad altre circa 70 aziende e organizzazioni, portando il totale a circa 120 soggetti abilitati.

La Casa Bianca frena Anthropic: “un numero più ampio di soggetti senza penalizzare l’accesso governativo”

Il freno della Casa Bianca nasce da due preoccupazioni. La prima riguarda la sicurezza nazionale: Mythos sarebbe in grado di individuare vulnerabilità software e, potenzialmente, di supportare anche attività offensive. La seconda riguarda la capacità computazionale: alcuni funzionari temono che Anthropic non disponga di risorse sufficienti per garantire l’uso del modello a un numero più ampio di soggetti senza penalizzare l’accesso governativo.

Da un lato, governi e imprese hanno bisogno di strumenti AI più potenti per rafforzare le difese. Dall’altro, un accesso troppo ampio a modelli capaci di scoprire e sfruttare falle può moltiplicare il rischio sistemico. A complicare il quadro, Anthropic ha anche avviato verifiche su possibili accessi non autorizzati a Mythos, elemento che ha aumentato l’attenzione delle autorità sul tema della distribuzione controllata.

Non solo, ma l’AI cyber sta diventato un fattore geopolitico. Secondo il CEO e fondatore di Anthropic Dario Amodei, i vantaggi tecnologici statunitensi potrebbero essere temporanei. Modelli open-source e sviluppatori, in particolare in Cina, potrebbero replicare capacità simili a Mythos entro sei-dodici mesi. Da qui l’urgenza, secondo il CEO, di un coordinamento tra democrazie per utilizzare l’AI anche come strumento di bilanciamento geopolitico nei confronti di attori come Russia e Cina.

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