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Il no al corso di filosofia per l’Esercito a Bologna del Generale Masiello? Meloni: “Unibo ha sbagliato”, Bernini: “Si farà, ne sarò il garante”

Il no al corso di filosofia per l’Esercito a Bologna del Generale Masiello? Meloni: “Unibo ha sbagliato”, Bernini: “Si farà, ne sarò il garante”

Rappresento che un’istituzione come l’Esercito non è stata ammessa all’università“, aveva dichiarato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello. Gli studenti dell’Ateneo: “Questa è la riprova del fatto che i nostri atenei si stanno piegando sempre più alle logiche della guerra e del riarmo“.

Per creare un pensiero laterale nell’Esercito, per dare la possibilità di pensare in maniera differente e uscire dallo stereotipo, ho deciso di avviare un corso di laurea in filosofia per i miei giovani ufficiali. Ho chiesto all’Università di Bologna per inserirne 10-15 dei miei. Non hanno voluto avviare questo corso per timore di militarizzare la facoltà. Non posso giudicare le scelte che competono ad altre istituzioni. Tuttavia rappresento che un’istituzione come l’Esercito non è stata ammessa all’università”.

Queste le parole che il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello aveva pronunciato a Bologna lo scorso 29 novembre. Lo stesso Masiello, ha spiegato il Fatto Quotidiano, “ha raccontato di aver chiesto senza successo all’Alma Mater l’avvio di un CdL in filosofia apposito per i suoi pochi ufficiali“.

E’ stata, ha sottolineato il generale, una “cosa che mi ha sorpreso e deluso“. E ha aggiunto: “Questo è sintomatico dei tempi che viviamo e di quanta strada c’è da percorrere. Perché la nostra opinione pubblica, in generale, e i giovani, in particolare, capiscano quale è la funzione delle forze armate nel mondo che stiamo vivendo“.

Immediata la replica del rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari, che all’ANSA ha parlato di “scelta autonoma del dipartimento” presieduto dal professor Luca Guidetti. Per gli studenti bolognesi, “questa è stata la riprova del fatto che i nostri atenei si stanno piegando sempre più alle logiche della guerra e del riarmo“.

Meloni: “Da Unibo atto sbagliato. Arricchire la formazione degli ufficiali con competenze umanistiche è un fattore strategico

In giornata erano arrivate anche le parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, profondamente contrariata dalla mancata attivazione del corso. “Ritengo che la decisione assunta dal Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna di negare l’attivazione di un percorso di studi per i giovani ufficiali dell’Esercito Italiano sia un atto incomprensibile e gravemente sbagliato“, ha affermato Meloni.

Questa non è stata solo “una scelta inaccettabile, ma un gesto lesivo dei doveri costituzionali che fondano l’autonomia dell’Università“. Meloni ha poi sottolineato: “Il rifiuto implica una messa in discussione del ruolo stesso delle Forze Armate, presidio fondamentale della difesa e della sicurezza della Repubblica, come previsto dalla Costituzione“. 

Per la premier, “arricchire la formazione degli ufficiali con competenze umanistiche è un fattore strategico che qualifica ulteriormente il servizio che essi rendono allo Stato. È proprio in questa prospettiva di difesa e di impegno strategico, spesso in contesti internazionali complessi, che la preparazione non può essere solo tecnica. Avere personale formato anche in discipline umanistiche garantisce quella profondità di analisi, di visione e di pensiero laterale essenziale per affrontare le sfide che alle Forze Armate sono affidate“.

Il presidente del Consiglio ha ribadito tutta la sua vicinanza alle Forze Armate. Così: “Una preparazione completa è garanzia di professionalità per l’intera Nazione. Ribadisco personalmente e a nome del Governo il pieno e incondizionato sostegno all’Esercito e alle Forze Armate. Condanno fermamente ogni tentativo di isolare, delegittimare o frapporre barriere ideologiche a un dialogo istituzionale così fondamentale per l’interesse nazionale“.

Unibo: “Da parte nostra, nessuna nessun rifiuto personale

In un lungo comunicato, l’Università di Bologna ha precisato di non aver mai “negato né rifiutato l’iscrizione a nessuna persona“. Il tema oggetto di discussione ha riguardato “non l’accesso ai corsi, bensì una richiesta di attivazione proveniente dall’Accademia“. Questo,”anche in virtù delle collaborazioni pregresse, per un percorso triennale di studi in Filosofia strutturato in via esclusiva per i soli allievi ufficiali“.

Il percorso “prevedeva 180 CFU complessivi, lo svolgimento delle attività interamente presso la sede dell’Accademia, secondo il relativo regolamento interno“. E insieme, “un significativo fabbisogno didattico“. L’Accademia si rendeva disponibile a sostenere i costi dei contratti di docenza.

La proposta è pervenuta al Dipartimento di Filosofia, competente ad effettuare questo tipo di valutazioni. In questa sede, “dopo un articolato confronto interno, il Dipartimento ha ritenuto di non procedere, allo stato dei fatti, alla deliberazione sull’attivazione del nuovo percorso“.

Anna Maria Bernini: “L’importante è che il corso si terrà, me ne faccio garante

Con Molari si è confrontata immediatamente Anna Maria Bernini, ministro dell’Università, parlando in primo luogo, secondo il Resto del Carlino, di “scelta discutibile“. Bernini ha chiamato anche Masiello, esprimendo il suo “rammarico” e assicurando al generale che c’è “l’impegno per rinnovare la collaborazione tra l’Accademia militare di Modena e l’Unibo“.

In visita a Modena lo scorso 1° dicembre, il ministro ha chiarito la sua posizione, garantendo “che il corso si farà“, con il sostegno dell’esecutivo. “Polemica chiusa? Per quanto mi riguarda sì, l’importante è che il corso si faccia”, ha dichiarato ancora Bernini. “Mi faccio garante della realizzazione del corso, come ha detto giustamente la presidente Meloni e in questo mi sento di rappresentare tutto il Governo“.

Crosetto: “Nessuna militarizzazione dell’Ateneo

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, direttamente sul suo profilo X. “I professori dell’Ateneo di Bologna, che hanno rifiutato di avviare un corso di laurea per alcuni ufficiali dell’Esercito italiano, temendo (così dicono) la (presunta) “militarizzazione” della loro Università’, possono stare tranquilli“, ha scritto il ministro. “Quegli ufficiali che loro oggi rifiutano sdegnati, oggi, domani e sempre, saranno pronti a difenderli ugualmente, ove e in caso fosse necessario“.

Poi, ha aggiunto: “Spero solo che, ove e se (Dio non voglia), ciò accadesse, questi professori saranno, almeno moralmente, a fianco delle Forze Armate che hanno giurato di difendere, sulla Costituzione, sempre e ovunque ogni cittadino italiano. Come fanno già tutti i giorni“.

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