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Pinotti (Fondazione PNS): “Il Polo deve diventare l’hub nazionale della subacquea. Ecco come”

Pinotti (Fondazione PNS): “Il Polo deve diventare l’hub nazionale della subacquea. Ecco come”

Il PNS è nato fin da subito come Polo pubblico, “ci sono alcune strategie di sicurezza nazionale che necessitano di avere una visione di Paese” ha commentato Roberta Pinotti.

L’esperienza del Polo Nazionale della dimensione Subacquea, per il tipo di governance, è un unicum italiano per come è stato immaginato”, ha evidenziato Roberta Pinotti, Presidente della Fondazione Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS), intervenuta nell’ambito del panel “La Strategia dell’Italia per garantire la sicurezza alla Dimensione Subacquea” durante la 2^ edizione di Space & Underwater Conference – Space Economy, Submarine Cables & Cybersecurity, la Conferenza internazionale promossa e organizzata dal nostro giornale Cybersecurity Italia.

Com’è nato il Polo Nazionale della dimensione Subacquea?

Nel caso del PNS tutto parte da una risoluzione parlamentare del 2021” ha spiegato Pinotti. In quel periodo l’industria aveva iniziato a ragionare sull’esigenza di aprire al settore subacqueo, che stava iniziando ad assumere sempre più rilevanza.

Ma è soprattutto la Marina Militare che, nelle audizioni parlamentari, ha cominciato a raccontare quanto il tema dell’Underwater fosse prioritario per mettere a fuoco le sfide del futuro. Da parte del Parlamento c’è stato un recepimento, e la Commissione Difesa all’unanimità ha approvato la risoluzione che ha dato mandato al Governo di promuovere il Polo. È importante sottolineare il consenso da parte di tutte le parti politiche in Parlamento, perché ci sono alcune strategie di sicurezza nazionale che necessitano di avere una visione di paese”. 

L’inaugurazione del Polo è avvenuta nel dicembre 2023, e in soli due anni ha già emesso tre gruppi di bandi e riunito 251 realtà.

Quali sono le intuizioni di governance che spiccano alla base del Polo Nazionale della dimensione Subacquea?

Pinotti ha sottolineato che fin da subito il PNS è nato come Polo pubblico: tra i soci fondatori figurano, infatti, il Ministero della Difesa, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’AIAD – Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, il CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (in rappresentanza delle università italiane), i centri di ricerca, rappresentati dalla Consulta dei Presidenti degli Enti e l’Agenzia Industrie Difesa (AID).

La prima intuizione di governance importante è l’idea fondamentale che su un tema di sicurezza ci sia una regia pubblica, in cui il sistema e gli obiettivi sono definiti dalla cosa pubblica, con poi il coinvolgimento immediato anche dei privati”, ha sottolineato.

La seconda intuizione di governance, difficile ma necessaria, che rende il PNS un unicum riguarda l’innovazione. Con il PNS si è immaginato come – da strategie di sistema – possano confluire capitali privati. I quali, inserendosi, siano in grado di sviluppare elementi tecnologici di interesse generale.

L’innovazione è uno degli elementi indispensabili per lo sviluppo industriale. Il tasso di innovazione che riusciamo a creare ci permette o meno di stare in un mercato globale. Il Polo deve quindi diventare un luogo che aiuti a coordinare gli interessi e la Fondazione serve proprio a questo”.

Il valore delle PMI

Il Polo è aperto sia a soci aderenti (che hanno una visione più continuativa), sia a soci sostenitori (legati a determinati progetti). Inoltre, il Polo mette a disposizione le proprie strutture con strumentazioni all’avanguardia alle università, ai centri di ricerca e alle aziende affinché possano portare avanti le loro attività di sperimentazione. Ha poi continuato: “L’attenzione è di premiare la presenza di PMI, Università e centri di ricerca. Questo, affinché questo sia un sostrato che venga alimentato e diventi sempre più forte, perché è in queste sedi che emergono molte idee innovative”.

Pinotti ha concluso: “Il Polo deve diventare l’hub nazionale della subacquea, dove lo scambio di esperienze, conoscenze e idee deve essere sostenuto anche dalla presenza fisica. Per questo, chi vince i bandi riceve la chiamata a lavorare all’interno delle strutture del Polo. La compenetrazione fra i saperi è fondamentale per lo sviluppo di nuove tecnologie”.

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