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Privacy UE, Metsola riapre il dossier sulla lotta alla pedopornografia online

Privacy UE, Metsola riapre il dossier sulla lotta alla pedopornografia online

Metsola ha utilizzato una procedura legislativa europea molto rara, chiedendo al Consiglio dell’Unione Europea di rinviare lo stesso testo al Parlamento.

La Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola riapre il dossier sulla lotta alla pedopornografia online e insiste affinché il Parlamento voti una misura definitiva. L’Aula aveva infatti bocciato una precedente proposta di legge, motivando la decisione con le preoccupazioni per la tutela della privacy.

Metsola, allora, ha deciso di ricorrere a una procedura legislativa eccezionale per riportare lo stesso testo al voto nei prossimi giorni. Il provvedimento consentirebbe alle piattaforme digitali di individuare e segnalare materiale pedopornografico presente sui propri servizi.

Questo controllo diffuso sarebbe possibile grazie a una deroga temporanea alle norme europee sulla riservatezza delle comunicazioni elettroniche.

Dibattito aperto

Il sostegno alla misura, sottolinea POLITICO, è arrivato anche da parte delle Forze dell’Ordine, da magistrati e da organizzazioni che lavorano per la tutela dei minori. Critiche, al contrario, sono arrivate da associazioni per la tutela della privacy, ma anche da esperti di cybersicurezza e da numerose aziende tecnologiche.

Dal loro punto di vista, “l’introduzione di sistemi di controllo generalizzato delle comunicazioni private potrebbe aprire la strada a forme di sorveglianza di massa“.

La decisione di Metsola ha provocato tensioni anche all’interno dello stesso Parlamento Europeo. Dure le accuse di alcuni Eurodeputati del gruppo liberale Renew Europe che hanno accusato il Partito Popolare Europeo “di voler aggirare il precedente voto per ottenere l’approvazione della norma“.

Una procedura legislativa europea molto rara

La Presidente è infatti ricorsa ad una procedura legislativa europea molto rara, chiedendo al Consiglio dell’Unione Europea di rinviare lo stesso testo al Parlamento. Questo permetterà una nuova votazione con regole che rendono più semplice l’approvazione della proposta.

Dopo la richiesta di urgenza e il voto sulla procedura, per l’approvazione basterà una maggioranza semplice dei presenti. Per respingerla, invece, sarà necessaria una maggioranza assoluta di almeno 361 eurodeputati.

Lo scorso marzo il Parlamento aveva respinto la posizione del Consiglio con 311 voti contrari, 228 favorevoli e 92 astensioni. Se lo stesso equilibrio dovesse ripetersi, potrebbe però arrivare l’approvazione.

Il caso rappresenta uno dei dossier più controversi della legislatura europea e riflette il difficile equilibrio tra due esigenze fondamentali. Da una parte, “rafforzare la protezione dei minori online“, dall’altra “garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, in particolare la riservatezza delle comunicazioni digitali“.

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