Il colosso mondiale dei dispositivi medici ha tuttavia rassicurato che non c’è stato alcun impatto su prodotti, pazienti o attività operative.
Il gigante della tecnologia medica Medtronic ha confermato che un attacco cyber ha esposto i dati personali e sanitari di 3.834.294 persone. La violazione sarebbe da attribuire al gruppo hacker criminale ShinyHunters.
L’azienda, una delle più importanti nel settore dei dispositivi medici, ha spiegato che gli aggressori sono riusciti ad accedere ad alcuni sistemi informatici aziendali tra il 13 e il 19 aprile 2026.
Medtronic ha però voluto specificare: “L’incidente non ha compromesso la sicurezza dei dispositivi medici, dei pazienti, delle reti ospedaliere o delle attività produttive e distributive. I sistemi informatici aziendali, infatti, sono separati dalle infrastrutture che gestiscono i prodotti e gli impianti di produzione“.
La rivendicazione di ShinyHunters
Secondo SecurityAffairs ShinyHunters aveva rivendicato il furto di oltre 9 milioni di dati. Aveva infatti scelto di pubblicare il nome dell’azienda sul proprio sito nel dark web, minacciando di diffondere i dati in assenza del pagamento di un riscatto. L’annuncio è stato successivamente rimosso. Tuttavia, non è ancora noto se ci sia stato un accordo o se gli hacker abbiano semplicemente ritirato la minaccia.
L’indagine interna ha stabilito che tra le informazioni potenzialmente compromesse figurano nomi, recapiti, date di nascita, numeri di Social Security. Con loro, anche quei dati sanitari raccolti per la gestione dei dispositivi medici e per gli obblighi normativi. Al momento, tuttavia, l’azienda ha affermato: “Non abbiamo evidenze che tali informazioni siano state pubblicate o diffuse online“.

Come limitare nuovi rischi
Medtronic ha attivato immediatamente le procedure di risposta agli incidenti con il supporto di società specializzate in cybersicurezza. Contestualmente, ha informato le autorità competenti e sta inviando comunicazioni ai soggetti coinvolti.
Per limitare i possibili rischi derivanti dalla violazione, la società offrirà gratuitamente per 24 mesi servizi di monitoraggio del credito, controllo del dark web e assistenza per il recupero dell’identità digitale.
L’episodio ha rappresentato uno dei più rilevanti data breach del settore sanitario nel 2026. Una conferma, secondo gli esperti, di come le organizzazioni che gestiscono dati clinici e personali continuino a essere tra gli obiettivi privilegiati dei gruppi di cybercriminali. In particolare, di quelli specializzati in estorsioni e furti di informazioni sensibili.
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