Le autorità spagnole non hanno reso noto il nome dell’uomo né hanno formulato accuse formali, ma lo accusano di aver partecipato ad attacchi collegati a “Cyber Army of Russia Reborn” e “NoName”.
Importante colpo alla criminalità internazionale cyber in Spagna dove le autorità hanno annunciato l’arresto – eseguito lo scorso marzo nella città di Palencia – di un noto hacker criminale. Le autorità di Madrid non hanno reso note le generalità dell’arrestato. Il quale, tuttavia, sarebbe un membro del Cyber Army of Russia Reborn.
Si tratta di un gruppo di hacktivisti filo-russi che avrebbe partecipato a numerosi attacchi informatici contro infrastrutture critiche. Sia negli Usa che in Europa.
Le indagini sono partire nell’agosto 2025 grazie a una segnalazione dell’FBI. La stessa operazione rientra nella campagna internazionale Operation Riptide, coordinata dall’FBI per contrastare il cybercrimine.
Le accuse
Secondo gli investigatori, come ha sottolineato CyberScoop, il sospettato avrebbe fornito anche il supporto logistico a un hacker ucraino, sempre legato a Cyber Army of Russia Reborn. In quel caso, lo avrebbe aiutato raggiungere la Russia passando attraverso Polonia e Bielorussia.
Le autorità sostengono inoltre che l’uomo abbia preso parte ad attività riconducibili anche al gruppo NoName057(16). Un organizzazione nota per gli attacchi DDoS contro istituzioni occidentali e per la diffusione di propaganda filo-russa e anti-occidentale.
Durante la perquisizione della sua abitazione gli investigatori hanno sequestrato computer, dispositivi per la conservazione di criptovalute e bloccato un wallet crypto. Quest’ultimo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato utilizzato per ricevere compensi legati alle attività illecite.
Tra le accuse contestate figurano “la collaborazione con un’organizzazione terroristica, l’apologia di terrorismo e il danneggiamento di sistemi informatici“.
La pressione internazionale sui gruppi filo-russi
Il Cyber Army of Russia Reborn è considerato attivo dal 2022 ed è da tempo nel mirino delle autorità occidentali. Nel 2024 gli Usa hanno imposto sanzioni ai presunti vertici del gruppo.
Nel 2025 il Dipartimento di Giustizia ha incriminato la cittadina ucraina Victoria Eduardovna Dubranova, accusata di aver partecipato agli attacchi informatici del gruppo. Estradata successivamente negli Usa, qui si è dichiarata colpevole.
Washington offre inoltre ricompense fino a 2 milioni di dollari per informazioni sui membri di Cyber Army of Russia Reborn e fino a 10 milioni di dollari per informazioni sugli affiliati a NoName057(16).
Le autorità statunitensi e diversi altri Paesi continuano a considerare questi gruppi tra le principali minacce cyber legate agli interessi geopolitici della Russia. In particolare, “per gli attacchi rivolti contro infrastrutture critiche e istituzioni governative occidentali“.
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