cybercrime Mondo

Cyberspionaggio, il Pakistan nel mirino di hacker criminali legati a Cina e India

Cyberspionaggio, il Pakistan nel mirino di hacker criminali legati a Cina e India

Le agenzie di sicurezza del Pakistan sono sempre più oggetto di attacchi cyber.

Il dominio cyber del Pakistan è sempre più oggetto di incursioni con operazioni di cyberspionaggio da parte di gruppi hacker criminali legati alla Cina e all’India. Lo rivela un recente studio che evidenzia “il crescente interesse strategico verso le informazioni sulla sicurezza interna del Paese“.

Nell’analisi di SentinelOne sono state studiate una serie di intrusioni informatiche avvenute tra febbraio 2024 e aprile 2026.

Secondo gli esperti, gli attacchi miravano a raccogliere informazioni sensibili sulle principali sfide geopolitiche e di sicurezza di Islamabad. Tra queste la lotta al terrorismo, le tensioni con l’Afghanistan e la collaborazione economica e strategica con la stessa Cina.

L’ordine degli obiettivi

Le agenzie colpite, ha evidenziato la Reuters, custodiscono informazioni fondamentali sul quadro della sicurezza interna del Pakistan. Queste, infatti, monitorano minacce interne ed esterne, coordinano le attività delle forze di Polizia e supportano le decisioni del Governo in materia di Sicurezza Nazionale.

Un anno fa, per altro, il Paese asiatico si è confrontare con un attacco di un noto criminale hacker, celebre come ‘xuii‘. Il soggetto in questione è riuscito ad accedere agli archivi del Pakistan Intelligence Bureau (IB) – i servizi segreti pakistani – rubando informazioni sensibili.

Balochistan Police tra i principali bersagli

Eppure nella lista degli obiettivi non ci sono soltanto i servizi segreti. Anzi, il rapporto ha evidenziato come l’obiettivo più significativo (nei due anni in esame) è stato il Balochistan Police.

Si tratta della forza di Polizia operativa nel Belucistan, nella parte sud-occidentale del Paese. Il Belucistan è la più vasta provincia del Pakistan, del quale costituisce circa il 48% della superficie totale. Dal punto di vista militare rappresenta un quadrante particolarmente delicato perché serve da base o da retroterra operativo per numerosi gruppi separatisti.

Gli hacker criminali avrebbero preso di mira apparecchiature di rete, server web, diverse applicazioni online. Soprattutto, però, avrebbero colpito il Complaint Management System, il sistema utilizzato dalla polizia per la gestione delle segnalazioni dei cittadini.

Coinvolte anche altre agenzie di sicurezza

Oltre alla Polizia del Belucistan, lo studio ha evidenziato altri potenziali tentativi di compromissione. In particolare, rivolti contro:

  • la Polizia del Khyber Pakhtunkhwa.
  • La Polizia di Islamabad.
  • Un ente autonomo che si chiama Punjab Safe Cities Authority (PSCA). Quest’ultimo gestisce i sistemi di videosorveglianza e le infrastrutture digitali utilizzate dalle forze di polizia nelle principali città della provincia del Punjab.

La Polizia del Khyber Pakhtunkhwa ha dichiarato che la sicurezza dei propri sistemi rappresenta una priorità assoluta e che non esistono prove di compromissioni riuscite delle infrastrutture critiche.

L’agenzia ha tuttavia confermato che, durante il periodo di forte tensione tra Pakistan e India dello scorso anno, si è registrato un aumento dei tentativi di attacco informatico. In un solo caso, “sono state compromesse le credenziali di accesso di un utente finale, senza però conseguenze sui sistemi centrali“. Nessun altra risposta formale è arrivata.

Le possibili motivazioni di Cina e India

Secondo gli analisti l’interesse dei gruppi collegati alla Cina potrebbe essere legato alla protezione dei cittadini e degli investimenti cinesi presenti in Pakistan. Negli ultimi anni, infatti, diversi lavoratori cinesi sono stati vittime di attentati mortali attribuiti a gruppi armati locali.

Per quanto riguarda i gruppi riconducibili all’India, le attività di cyberspionaggio sarebbero invece riconducibili alle persistenti tensioni geopolitiche tra i due Paesi. L’India, infatti, s’impegna costantemente per monitorare gli avanzamenti militari del rivale, fondamentali nell’ottica di un confronto regionale.

Liu Chang, portavoce dell’Ambasciata cinese a Washington, ha ribadito la posizione ufficiale di Pechino, sottolineando la ferma opposizione e il contrasto del Governo cinese a queste operazioni. L’Ambasciata indiana a Washington, invece, non ha invece fornito alcun commento in materia.

Un nuovo fronte

Le infrastrutture digitali delle forze dell’ordine non rappresentano soltanto sistemi operativi, ma anche preziose fonti di intelligence. Le quali, rimarcano gli analisi, “sono in grado di offrire una visione dettagliata delle minacce interne, delle operazioni di sicurezza e delle capacità di risposta di un Paese“.

Per il Pakistan, impegnato tra instabilità interna e tensioni regionali, la protezione delle proprie infrastrutture digitali di sicurezza diventa quindi un elemento sempre più centrale nella difesa nazionale.

Seguici anche sul nostro canale WhatsApp

Vai al sito di Cybersecurity Italia.

L'articolo Cyberspionaggio, il Pakistan nel mirino di hacker criminali legati a Cina e India sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.

📖 Leggi l'articolo completo originale:

https://www.cybersecitalia.it/cyberspionaggio-il-pakistan-nel-mirino-di-hacker-criminali-legati-a-cina-e-india/67139/ →