Coordinata dall’Interpol, l’operazione si è svolta tra gennaio e aprile 2026, portando a veri e propri
L’Interpol ha annunciato i risultati dell’Operazione First Light, sotto il suo coordinamento, fondamentale nel contrasto alla cybercriminalità e alle frodi internazionali online. Tutta l’operazione si è tenuta tra gennaio e aprile 2026, con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine di 97 Paesi.
L’iniziativa ha portato all’arresto di oltre 5.800 presunti cybercriminali, al sequestro di 293 milioni di dollari in denaro e beni riconducibili ad attività illecite. Gli investigatori hanno inoltre smantellato migliaia di schemi di social engineering, bloccato oltre 31mila conti bancari e identificate più di 142mila vittime.
Obiettivo generale, come già evidenziato, “il contrasto internazionale alle truffe basate sul social engineering e ai sistemi di riciclaggio di denaro utilizzati dalla criminalità informatica internazionale“.
Le truffe più diffuse
Secondo l’organizzazione, l’indagine ha consentito di individuare più di 142mila vittime, tra cittadini, aziende ed enti governativi. Sempre in termini numerici, si registra:
- l’individuazione di oltre 15mila sospetti coinvolti in attività di cybercrime.
- L’analisi di più di 152.800 casi di criminalità informatica.
- La risoluzione di quasi 24mila indagini.
- Il blocco di oltre 31mila conti bancari utilizzati per movimentare fondi illeciti.
In generale si è trattato di “uno dei più ampi interventi coordinati mai realizzati contro le reti criminali che sfruttano Internet per frodi finanziarie su scala globale“. Attacchi di questa modalità, per altro, possono sfruttare l’AI e dunque essere ancora più pericolosi.
Del resto come aveva evidenziato Neal Jetton, il Direttore cybercrime dell’Interpol: “Chatbot, deepfake e phishing-as-a-service abbassano la soglia tecnica e permettono frodi su scala globale“.
L’analisi degli schemi criminali
Le varie azioni sono inoltre servite per mettere a confronto e studiare diversi schemi criminali, evidenziando alcuni fattori comuni. Di qui:
- Business Email Compromise (BEC), ovvero la compromissione delle email aziendali per dirottare pagamenti;
- sextortion, basata su ricatti con contenuti intimi reali o simulati;
- romance scam, le truffe sentimentali finalizzate all’estorsione di denaro;
- frodi di impersonificazione, in cui i criminali si fingono enti pubblici, banche o aziende;
- false piattaforme di investimento e schemi finanziari fraudolenti.
Sono tutte tecniche che “sfruttano il fattore umano piuttosto che vulnerabilità tecnologiche, inducendo le vittime a trasferire denaro o a fornire informazioni riservate“.
In Eswatini una falsa stazione di polizia per ingannare le vittime
Tra gli episodi più insoliti ne è emerso uno in Eswatini, Regno dell’Africa meridionale. Qui le Forze dell’Ordine hanno sequestrato una replica completa di una stazione di Polizia brasiliana. La riproduzione comprendeva uniformi contraffatte, insegne ufficiali, attrezzature e arredi, materiale utilizzato per simulare un vero ufficio di Polizia.
Secondo gli investigatori, i truffatori contattavano le vittime facendole credere di essere coinvolte in procedimenti giudiziari o di essere state vittime di reati. Le convincevano così “a trasferire denaro per presunte cauzioni, verifiche o procedure investigative“.
Da un punto di vista generale, oltre il caso dell’Eswatini, insieme ai sequestri di denaro le Forze dell’Ordine hanno confiscato un ingente quantitativo di dispositivi elettronici e di rete. Queste infrastrutture “costituivano la base operativa delle organizzazioni criminali impegnate nella gestione delle truffe online su scala internazionale“.
Per una strategia di contrasto al crimine internazionale online
Tomonobu Kaya, il Direttore del Centro per la lotta alla criminalità finanziaria e alla corruzione dell’Interpol, ha commentato l’esito dell’operazione. In questi termini: “Le truffe basate sull’ingegneria sociale continuano a rappresentare una minaccia significativa per la nostra società. Le organizzazioni criminali sfruttano la psicologia umana per manipolare le loro vittime“.
Poi, ha aggiunto: “Nessuna nazione può sentirsi al sicuro se tutti i paesi non sono preparati e determinati a combattere insieme questo fenomeno. L’Interpol si impegna a sostenere i Paesi membri nell’elaborazione di una strategia completa e coordinata per contrastare i reati finanziari commessi tramite Internet. E con loro, le reti criminali organizzate e il riciclaggio di denaro che le alimenta“.
Seguici anche sul nostro canale WhatsAppVai al sito di Cybersecurity Italia.
L'articolo Interpol, Operazione First Light: arrestati quasi 6mila cybercriminali in 97 Paesi e sequestrati 293 milioni di dollari sembra essere il primo su CyberSecurity Italia.
📖 Leggi l'articolo completo originale:
https://www.cybersecitalia.it/interpol-operazione-first-light-arrestati-quasi-6mila-cybercriminali-in-97-paesi-e-sequestrati-293-milioni-di-dollari/67148/ →
