L’impianto era già stato colpito da un attacco informatico già nel 2019.
Un data breach ha colpito la centrale nucleare di Kudankulam, la più grande dell’India. Il gruppo ransomware World Leaks ha pubblicato sul dark web circa 19mila documenti. Tra questi, presunte planimetrie, dettagli sui fornitori, verbali di ispezioni e documentazione tecnica riconducibili al progetto.
Secondo la Reuters, i file sarebbero stati sottratti dai sistemi del Reliance Group, uno dei principali appaltatori coinvolti nella costruzione dell’impianto. La società ha confermato una “violazione parziale” dei propri dati ospitati su un server del provider indiano Yotta.
Ha inoltre comunicato di aver informato le autorità competenti, senza però specificare la reale entità della compromissione, né le precise informazioni oggetto di furto.
Informazioni sensibili a rischio
I documenti pubblicati, spiega la Reuters, risalgono tutti al periodo tra il 2016 e il 2025. Comprendono “presunti schemi degli impianti di ventilazione e raffreddamento delle unità 3 e 4 della centrale, la disposizione di una sala di controllo comune, elenchi di fornitori autorizzati“. E ancora, “rapporti di ispezione, fotografie delle apparecchiature e persino documentazione assicurativa“.
Qualora se ne confermasse la completa autenticità, la sicurezza dell’impianto sarebbe a rischio. Pur non riguardando i sistemi centrali dei reattori – forniti dalla società russa Rosatom – le informazioni potrebbero essere sfruttate da soggetti ostili all’India.
Questi potrebbero “ricostruire l’architettura delle infrastrutture di supporto, identificare i fornitori strategici e individuare possibili punti deboli nella catena della sicurezza“.
Indagini in corso
L’episodio è attualmente oggetto di indagine da parte del Computer Emergency Response Team dell’India (CERT-In) e della Nuclear Power Corporation of India.
Yotta ha dichiarato di aver rilevato attività sospette su un server il 29 maggio e di aver bloccato tempestivamente un tentativo di esecuzione del ransomware. Tuttavia, a fine giugno Reliance Infrastructure avrebbe comunicato l’esistenza di rivendicazioni di furto dati da parte degli attaccanti.
Al momento comunque il fornitore ha ribadito di non essere ancora in grado di confermare l’effettiva sottrazione delle informazioni.
L’India s’interroga sulla cybersicurezza interna
World Leaks è un gruppo ransomware già noto per aver colpito grandi aziende internazionali, tra cui Tata Group e Nike. La sua strategia consiste nel “pubblicare i dati rubati quando le vittime rifiutano di pagare il riscatto richiesto“.
L’incidente riaccende l’attenzione sul livello della sicurezza informatica indiana. Secondo dati di Surfshark, il Paese è il terzo al mondo per numero di account compromessi nel corso dell’ultimo anno, mentre uno studio del Data Security Council of India evidenzia che molte organizzazioni non dispongono ancora di adeguate misure di cyber hygiene e spesso non sono nemmeno consapevoli di essere state oggetto di attacchi.
Per altro, la centrale di Kudankulam ha già dovuto affrontare una situazione simile. Nel 2019 un malware attribuito a un gruppo di hacker criminali nordcoreani fu individuato nella rete amministrativa dell’impianto. In quell’occasione le autorità indiane assicurarono che non vi fu alcuna compromissione.
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