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Guerra ibrida, come i gruppi terroristici sfruttano l’AI per ottenere vantaggi operativi

Guerra ibrida, come i gruppi terroristici sfruttano l’AI per ottenere vantaggi operativi

I chatbot AI non sono più soltanto uno strumento per costruire e diffondere propaganda, ma contribuiscono anche alla realizzazione di ordigni esplosivi e di operazioni belliche. Il caso di Boko Aram.

I gruppi terroristici sfruttano l’AI per ottenere vantaggi operativi e non soltanto per creare o diffondere propaganda. Lo riporta il New York Times, citando uno studio in materia oltreché un episodio particolare relativo all’organizzazione jihadista Boko Haram.

Proprio un gruppo di miliziani di Boko Haramavrebbe infatti utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa per pianificare un attacco contro una base militare nell’est della Nigeria“. Sfruttando chatbot il gruppo avrebbe risolto con successo un problema che aveva precedentemente limitato l’assalto“.

Dallo studio di Antonia Juelich, esperta di terrorismo e tecnologie dell’Università di Cambridge – che il New York Times ha ripreso – è emerso come i miliziani avrebbero impiegato la tecnologia. “I combattenti avrebbero sfruttato l’AI dopo che un fossato difensivo attorno alla base aveva bloccato un primo attacco condotto con motociclette“.

Come sfruttare il chatboat

I miliziani, descrive il quotidiano, avrebbero inserito nel chatbot informazioni sulle caratteristiche delle moto utilizzate, sulla distanza da superare e sulle condizioni del terreno. In risposta, “il sistema avrebbe fornito indicazioni tecniche e una serie di passaggi per aumentare le probabilità di riuscita del salto“.

Seguendo queste istruzioni, i meccanici del gruppo avrebbero modificato i motori delle motociclette per migliorarne accelerazione e velocità massima. I combattenti avrebbero poi allestito un’area di addestramento scavando fossati, riempiendoli di vetri rotti e materiale incendiario e ripetendo numerose prove di salto.

L’addestramento, nonostante diversi incidenti, si sarebbe concluso con successo tanto da consentire infine al gruppo di superare il fossato e portare a termine l’attacco.

L’AI generativa offre grandi vantaggi

L’episodio rappresenta, secondo gli esperti, un esempio della crescente evoluzione nell’impiego dell’intelligenza artificiale da parte delle organizzazioni terroristiche.

Fino a pochi anni fa gruppi come lo Stato Islamico, Al Qaeda e Boko Haram utilizzavano l’AI soprattutto per attività di propaganda, traduzione, reclutamento e sicurezza operativa. Oggi invece starebbero iniziando a sfruttarla anche per ottenere vantaggi tattici direttamente sul campo di battaglia.

Secondo funzionari statunitensi questa evoluzione dimostra come i sistemi di intelligenza artificiale generativa possano essere impiegati anche per finalità operative. Il tutto, nonostante le misure introdotte dalle aziende che li sviluppano per limitarne gli usi impropri.

La difficoltà è particolarmente grave perché i sistemi generativi diminuiscono i costi e le barriere all’ingresso nel settore, massimizzando potenzialmente i risultati. L’AI può infatti abbassare le barriere tecniche per gruppi con risorse limitate, fornendo istruzioni, sintesi, traduzioni o supporto decisionale con rapidità e in linguaggio naturale.

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