Uno scambio d’identità di due sorelle gemelle britanniche ha rilanciato le accuse contro il nuovo sistema europeo di controllo digitale delle frontiere.
Nuove criticità del sistema europeo digitale di ingresso e uscita alle frontiere “Entry-Exit System” (EES), progettato per sostituire i timbri sul passaporto con un database biometrico comune. L’ultimo caso riguarda due sorelle gemelle britanniche, che sarebbero state scambiate dal sistema durante un controllo alla frontiera. L’episodio ha riacceso il dibattito sull’affidabilità e sulla sicurezza della piattaforma.
L’EES è entrato in funzione il 10 aprile, dopo quattro anni di ritardi, con “l’obiettivo di digitalizzare i controlli dei cittadini extra-UE attraverso il riconoscimento facciale e le impronte digitali“. Fin dalle prime settimane, però, la piattaforma ha provocato rallentamenti ai valichi di frontiera e difficoltà operative.
La stessa Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha recentemente ammesso che il progetto presenta ancora problemi tecnici irrisolti e necessita di ulteriori interventi.
L’episodio nell’aeroporto di Cluj-Napoca in Romania
L’episodio più recente, sottolinea POLITICO, si è verificato alla fine di maggio all’aeroporto di Cluj-Napoca, in Romania. La Polizia di frontiera ha fermato una cittadina britannica “con l’accusa di aver superato il periodo di permanenza consentito nell’area Schengen“. Secondo il database europeo il suo ingresso nei Paesi Bassi non risultava seguito da una regolare uscita.
La donna in realtà non aveva mai effettuato quel viaggio. Al contrario era stata sua sorella gemella, che si era recata ad Amsterdam poche settimane prima. Le due condividono tratti del volto praticamente identici, oltre a cognome, data di nascita e nazionalità. Avevano però passaporti e impronte digitali differenti.
Dopo circa quindici minuti di verifiche, la viaggiatrice ha ottenuto l’autorizzazione per rientrare in Uk, ma “l’episodio ha evidenziato possibili limiti e criticità nell’utilizzo del riconoscimento facciale“.
Due errori alla base del caso
Secondo Niovi Vavoula, docente di Cyber Policy all’Università del Lussemburgo ed esperta del sistema EES, alla base del caso ci sarebbe “una combinazione di due errori“.
Il primo sarebbe una registrazione incompleta dell’uscita della gemella nei Paesi Bassi durante i primi giorni di funzionamento del sistema, quando erano già stati segnalati malfunzionamenti. Il secondo riguarderebbe i controlli effettuati dalle autorità rumene.
Come l’UE regolamenta gli ingressi
Le norme europee prevedono che l’identificazione dei viaggiatori non avvenga esclusivamente tramite il riconoscimento facciale. Sono infatti anche necessarie la verifica delle impronte digitali e dei dati del passaporto. Tutti elementi che, nel caso delle due sorelle, sarebbero stati sufficienti per distinguerle.
L’episodio, sottolineano gli esperti, ha così alimentato i dubbi sulla fase di avvio dell’EES, che dovrebbe trasformare i controlli alle frontiere esterne dell’Unione. A pochi mesi dall’entrata in funzione, non ci sono soltanto problemi tecnici. Si evidenzia al contempo la necessità di una migliore formazione degli operatori incaricati dei controlli.
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