Al momento le autorità di Nairobi non hanno fornito dettagli sulla natura dell’attacco né indicato eventuali responsabili.
Il Governo del Kenya ha avviato delle indagini dopo che un un incidente cyber ha colpito il sito web del Presidente della Repubblica. Lo ha annunciato il Ministero dell’Informazione, delle Comunicazioni e dell’Economia Digitale. Il Ministero, inoltre, ha precisato: “Allo stato attuale delle verifiche, non vi sono prove di accessi non autorizzati a dati sensibili né di sottrazione di informazioni“.
A rilevare l’anomalia è stata l’ICT Authority, l’Agenzia governativa responsabile delle infrastrutture digitali e della cybersicurezza. Di fronte al problema, le autorità keniote hanno immediatamente attivato i protocolli di risposta agli incidenti informatici. Temporaneamente limitato l’accesso al portale presidenziale così da contenere l’evento e consentire le stesse indagini.
Le autorità hanno adottato tutte le misure tecniche necessarie per mitigare gli effetti dell’incidente e hanno avviato le operazioni di ripristino del sito istituzionale. L’attuale Presidente del Kenya è William Ruto, in carica dal 2022. Ricopre sia il ruolo di Capo dello Stato che di Capo del Governo
“I sistemi informatici e i servizi digitali del governo continuano a funzionare regolarmente“
In un post sul suo profilo X, il ministro William Kabogo Gitau ha rassicurato cittadini e istituzioni. “Al momento non esistono evidenze di accessi non autorizzati a dati sensibili, di esfiltrazione di informazioni o di perdita di dati“, ha dichiarato. Gitau ha inoltre sottolineato che i sistemi informatici e i servizi digitali del Governo continuano a funzionare regolarmente.

L’obiettivo delle indagini sarà anche quello di ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, individuarne le cause e verificare l’eventuale coinvolgimento di soggetti esterni.
L’impatto politico della violazione
I 320mila dollari Usa di riscatto appaiono come una cifra modesta rispetto agli standard globali del ransomware, “dove le richieste raggiungono abitualmente milioni di dollari“. Eppure, più che il riscatto in sé ciò che conta è l’obiettivo. Il valore simbolico di manomettere il sito web di un capo di Stato è infatti “immenso“.
Per i criminali informatici, spiegano gli esperti, prendere di mira il portale della Presidenza offre un impatto globale a livello di “marchio” con un investimento tecnico relativamente limitato. In particolare con l’abbinamento alla minaccia di divulgare documenti interni imbarazzanti.
La scelta del Bitcoin come metodo di pagamento riflette il suo continuo predominio nelle operazioni di ransomware, nonostante i progressi nella tracciabilità della blockchain.
Dall’altro lato, per i vertici politici del Kenya, la violazione comporta costi immediati in termini di reputazione. Il portale della Presidenza manomesso mina la fiducia dell’opinione pubblica nell’agenda digitale del Governo. Fornirebbe inoltre argomenti a sostegno dei critici interni secondo i quali la rapida spinta verso i servizi online ha superato gli investimenti nelle Difese di sicurezza informatica.
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